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Phobos-Grunt: precipiterà a terra con il suo carico tossico e nucleare

Dieci tonnellate tra UDMH ("Unsymmetrical dimethylhydrazine") e Tetraossido di diazoto ("nitrogen tetroxide") senza contare il carico radioattivo di cobalto-57. Ma sono "pochi grammi" assicurano i militari russi. Che saranno mai in confronto di interi reattori fusi come a Fukushima?

La missione Phobos-Grunt, in italiano "Phobos Suolo", che indica come destinazione la luna maggiore di Marte, sembra ormai fallita, come vi avevamo scritto negli scorsi giorni (leggi "Phobos-Grunt: addio Marte. Per i russi continua maledizione marziana" http://is.gd/9d0Yn6). La sonda Phobos-Grunt infatti si trova ancora in orbita terrestre e non pare rispondere ai comandi di Roscosmos, l'agenzia spaziale russa. La missione russa, che doveva prelevare dei campioni del suolo di Fobos per riportarli nella terra di Vladimir Putin, si aggiunge ad una lunga serie di missioni fallimentari (o comunque non pienamente riuscite) che, dalla tradizione aerospaziale sovietica fino ad oggi, hanno cercato di carpire i segreti del Pianeta rosso e delle sue lune (soprattutto Fobos, quella più grande e interna, dato che Deimos sembra meno interessante, e forse più 'terrorizzante' per i ricercatori). Ma la missione Phobos-Grunt comunque non è terminata, dato che il "gran finale" sarà sul pianeta Terra, se non a fine novembre, come alcuni hanno previsto, al massimo a fine gennaio prossimo, come sostengono gli esperti di "balistica" più ottimisti. Se Roscosmos non riuscirà a risvegliare i motori Fregat (nome che in italiano potrebbe dare adito a qualche ironia) per rispedire Phobos-Grunt verso orbite superiori "cimiteriali", avverrà che, per un principio aristotelico quanto newtoniano di "causa-effetto", la sonda cadrà sul pianeta Terra. Certo, osserverà qualcuno, se cadesse nel 2011 sarebbe proprio un caso eccezionale, dato che quest'anno sono precipitati il satellite UARS (Upper Atmosphere Research Satellite, http://is.gd/zchN9l) e il satellite ROSAT (Röntgensatellit, http://is.gd/xbKOiG). Ma come dice un proverbio "non c'è due senza tre" anche se iniziare il 2012 "catastrofista" con un bel satellite in fiamme a gennaio non avrebbe prezzo per i tanti "pennivendoli" dell'apocalisse. Va detto comunque che gli esperti ritengono che i danni possibili di Phobos-Grunt potrebbero essere molto maggiori rispetto a quelli che, sempre potenzialmente, avrebbero potuto fare i due satelliti appena schiantati sul globo terracqueo. La "sonda" Phobos-Grunt è infatti "enorme", e pesa ben 12-13 tonnellate grazie ai suoi serbatoi pieni di carburante non utilizzato. Le notizie non sono confermate dall'Agenzia Spaziale Russa, evidentemente in imbarazzo, e che rimane silente come la sua sonda, ma i ricercatori indipendenti segnalano che Phobos-Grunt avrebbe un "carico" nei serbatoi di UDMH ("Unsymmetrical dimethylhydrazine"), e Tetraossido di diazoto ("nitrogen tetroxide"), composti estremamente tossici e pericolosi. In tutto il carburante rappresenterebbe dieci tonnellate del peso di Phobos-Grunt, mente la sonda vera e propria ne peserebbe "solo" tre. Sempre secondo gli esperti il carburante dovrebbe esplodere o "vaporizzare" durante il rientro a terra, a causa dell'attrito con l'atmosfera, ma alcune parti della sonda, piuttosto "coriacee" potrebbero sopravvivere al rientro. Ma questa volta il pericolo non è per il "masso" che cade dal cielo ma, rispetto a UARS e ROSAT, che "ufficialmente" non contenevano alcun materiale radioattivo, Phobos-Grunt dovrebbe contenere "una piccola quantità" del radioattivo "cobalto-57". Ancora una volta, nel 2011, la nostra atmosfera potrebbe quindi di nuovo essere contaminata (ma ovviamente "poco poco", assicureranno i militari) da nuove contaminazioni radioattive. Così, insieme all'"apocalisse nucleare" di Fukushima, ben lungi dall'essere risolta, si aggiungeranno quei "pochi grammi" di cobalto-57 contenuti nella sonda Phobos-Grunt, probabilmente per generare energia elettrica. Il cobalto-57 dovrebbe infatti appartenere al "Radioisotope thermoelectric generator" di Phobos-Grunt, ovvero un generatore di corrente elettrica che sfrutta il calore del materiale radioattivo in una serie di termocoppie per produrre elettricità. Certo è che mentre il Cosmos 954 nel 1978 per il suo carico radioattivo fece entrare nel panico tutti i popoli della Terra, nel 2011 (o 2012) lo schianto sarà salutato nell'indifferenza "egoistica" dell'uomo 2.0 rassegnato alla "fine del mondo".

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