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Phobos-Grunt "batte un colpo": antenne ESA contattano la sonda russa

La sonda Phobos-Grunt fornisce per la prima volta i dati telemetrici alle potenti antenne australiane dell'ESA che le "passa" ai collegi russi della NPO Lavochkin e quindi all'Agenzia spaziale russa Roscosmos. Ma la missione è "andata" e non c'è speranza che Phobos-Grunt tocchi un giorno o l'altro la luna di Marte. Ma la possibilità che toccherà presto il suolo terrestre c'è eccome, e allora la questione potrebbe diventare preoccupante.

Phobos-Grunt, la missione russa verso Marte, potrebbe avere una speranza. Speranza non di raggiungere la luna del Pianeta rosso (Phobos, appunto) e di tornare con dei frammenti del suo misterioso suolo, ma di non cadere, con il suo carico tossico e nucleare (ma si dice anche "batterico"), sul nostro pianeta. Come vi abbiamo già scritto nell'articolo "Phobos-Grunt: precipiterà a terra con il suo carico tossico e nucleare" (http://is.gd/5GZIBV) la preoccupazione degli esperti è infatti forte ed i tentativi di "salvare" la missione (nel senso di limitarne i possibili danni) si estendono ormai a livello internazionale. I russi, che tradizionalmente sono molto restii a condividere informazioni "strategiche" con il resto del mondo, hanno "dovuto" chiedere aiuto all'ESA che lo "sottolinea" in un comunicato stampa ("ESA tracking station establishes contact with Russia's Mars mission" http://is.gd/VscExP) giusto nel paragrafo intitolato "L'ESA risponde alla richiesta russa di assistenza" dove si legge: "Su richiesta di NPO Lavochkin, operatore della missione per conto dell'Agenzia spaziale russa Roscosmos, l'ESA ha accettato di fare il possibile per tentare il contatto utilizzando il network di stazioni a terra". Continuando a leggere i toni del comunicato dell'ESA sembrano quasi assumere il taglio di "frecciatine" verso i colleghi russi, dato che un altro paragrafo si intitola "Il duro lavoro paga" che, dal punto di vista "diplomatico" non è certo scambiabile per una prova di understatement. Fatto sta che gli ingegneri dell'ESA sono stati davvero bravi (il compito era davvero difficile) ed hanno individuato, grazie all'antenna di Perth (in Australia) di 15 metri di diametro e grazie all'installazione di un "low-power feedhorn antenna" il "sibilo" di Phobos-Grunt (la sonda è infatti progettata per "sussurrare" dallo spazio profondo per ovvie economie di carattere energetico). Phobos-Grunt avrebbe quindi scambiato dei dati telemetrici in risposta alle sollecitazioni radio dell'ESA che sono stati consegnati al controllo di missione russo "via ESA's Space Operations Centre, Darmstadt, Germany" per essere analizzati. Chissà quanto questo passaggio "mediato" da Darmstadt avrà fatto felici i russi, molto gelosi da sempre dei loro dati "proprietari" di telemetria. Certo è che la missione russa su Marte è ormai "andata", dato che la "finestra" di lancio verso il "rosso pianeta bolscevico e traditor" (per dirla con "Fascisti su Marte" di Guzzanti http://is.gd/KiwmoQ) si è ormai chiusa. Per Phobos-Grunt la rotta verso il Pianeta rosso si presenterà ottimale (in quanto ad allineamento) pare solamente nel 2013. Il vero successo ingegneristico per la missione russa sarà invece quello di comunicare a Phobos-Grunt di "riaccendere" (se può) i suoi motori Fregat per spostarsi dall'orbita bassa in cui si trova (tra i 200 km and 340 km di altitudine) a una "cimiteriale" e lontana dalla Terra. In caso contrario questa sonda ormai diventata un mero satellite artificiale, precipiterà con le sue tonnellate di carburante (tossico e "poco poco" radioattivo) sul pianeta Terra, sperando che caschi nell'acqua (cioè nelle "pattumiere" oceaniche di cui a pochi importa). Ma se cadesse al suolo? La semantica potrebbe già "terrorizzare" e racchiudere il destino della sonda che cadrebbe, tanto per dare un profumo all'arrosto apocalittico, nell'"atteso" 2012. Le previsioni degli esperti infatti danno "per gennaio" un possibile "rientro" nell'atmosfera terrestre di Phobos-Grunt. E se Phobos, che è la luna più grande e interna luna di Marte, in greco significa "paura", e "grunt" significa "suolo" in russo, il resto è semplice. Se Phobos-Grunt cadesse "male" sul nostro pianeta, allora sì che la missione, invece di evocare nel proprio nome la "presa" della luna marziana, sancirebbe, in un tripudio semantico, la "paura sul suolo" terrestre. Il precedente storico è il satellite sovietico "Cosmos 954" che, per un problema quasi analogo a quello di Phobos-Grunt, per dei "motori" che non l'avevano spinta verso l'orbita giusta, si schiantò nel 1978 in Canada, contaminando un'area di 124mila metri quadrati ("Nation: Cosmos 954: An Ugly Death" http://is.gd/VMXYBx). Ma il mondo se l'è già dimenticato, accarezzando la liscia superficie dei suoi tablet (l'app è quella dell'arpa).

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