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Phobos-Grunt, accuse russe: missione sabotata dai radar USA via HAARP

Phobos-Grunt in caduta sulla terra sarebbe stato "sabotato". L'ipotesi, anche se non si accusa nessuno direttamente è del presidente dell'Agenzia russa Vladimir Popovkin e di Nikolai Rodionov, ex generale responsabile dei missili balistici "early warning" nella Guerra Fredda. Che ora è ora è abbastanza "calda", date le microonde di HAARP in Alaska.

Phobos-Grunt sta per cadere sulla Terra e lo farà nel momento in cui spesso si parte: nel weekend. Gli esperti di Roscosmos, l'Agenzia spaziale russa, indicano come finestra probabile i giorni che vanno da sabato a lunedì, anche se il giorno che riscuote maggior favore statistico per il "rientro" sarebbe domenica. La sonda russa dovrebbe "arrostirsi" nell'ingresso con l'atmosfera anche se 200 chilogrammi di materiale, probabilmente, resisteranno al tremendo calore per finire a terra. Si spera comunque che i coriacei frammenti finiscano la loro corsa in mare e, in questo caso, sempre secondo le proiezioni di Roscosmos, lo potrebbero fare nell'Oceano Indiano, a circa 1700 chilometri a ovest di Giacarta, in Indonesia. Ma anche gli esperti russi sono ben consapevoli che, fino a che la sonda non incomincerà a precipitare, nel vero senso comune della parola, sarà praticamente impossibile ogni previsione "certa". Ad oggi infatti nessun supercomputer può calcolare dove precisamente la sonda sovietica precipiterà, le variabili sono troppe, e le conoscenze scentifiche sono, pur con tutta la presunzione umana, ancora poche per avvicinarsi alla "preveggenza". Quello che però si sa per certo è che Phobos-Grunt, sonda lanciata il 9 novembre verso la misteriosa luna Fobos di Marte, tornerà sulla terra con un peso di circa 13 tonnellate. Tredici tonnellate di cui 10 sono di "carburante" molto tossico ("dimetilidrazina asimmetrico" e "tetraossido di diazoto"), e nelle tre che rimangono, oltre alla sonda vera e propria e ad un piccolo satellite cinese, trovano anche ospitalità "pochi grammi" di Cobalto-57 (ovviamente radioattivo) e un po' di "microrganismi", non si capisce però bene quali, che dovevano far parte di esperimenti di "resistenza" su Fobos e che ora torneranno "a casa" (esperimento della Planetary Society). Ma come fa a fallire, si chiedono i più, nel 2011 una missione come Phobos-Grunt, con una sonda che, improvvisamente, ritrasmette dati corrotti anche quando, miracolosamente, gli si riesce a richiedere dei semplici dati telemetrici? (leggi a proposito "Phobos-Grunt 'batte un colpo': antenne ESA contattano la sonda russa" http://is.gd/lSr21r). Abbiamo già parlato a lungo dei motivi per cui la missione russa è fallita "ufficialmente" (qui tutti gli articoli http://is.gd/5o3wk5 ), ma non si possono ignorare quei motivi "non ufficiali" che le stesse autorità russe fanno "trasparire" da interviste e dichiarazioni. Ciò che ad esempio si legge in una intervista al quotidiano Izvestia di qualche giorno fa, sono le dichiarazioni di Vladimir Popovkin, presidente dell'Agenzia spaziale russa che dice: "I frequenti fallimenti dei nostri veicoli quando volano sul lato della terra opposto alla Russia - dove non li vediamo e non riceviamo letture di telemetria da loro - sono inspiegabili". Vladimir Popovkin ovviamente mette le mani avanti, nascondendo la mano, anche se il sasso lanciato è già in orbita: "Io non voglio accusare nessuno - dice il presidente dell'Agenzia spaziale russa -, ma oggi ci sono modi molto potenti di pregiudicare il funzionamento di un veicolo spaziale, e il loro possibile utilizzo non può essere escluso". Sulla stessa linea, ma con un ragionamento più "strutturale" è anche Nikolai Rodionov, tenente generale in pensione, ex comandante del sistema di "allerta precoce" dei missili balistici durante la Guerra Fredda, che getta un pò di benzina sul fuoco. Anzi, sul microonde. Secondo Rodionov infatti la recente ondata di fallimenti delle missioni russe potrebbe non essere causata necessariamente da un attacco "deliberato". I "fallimenti inspiegabili" come quello di Phobos-Grunt potrebbero infatti essere dovuti, secondo l'ex generale, all'alta potenza elettromagnetica di "attrezzature terrestri" situate "in altri Paesi". Rodionov spiega, senza fare nomi, che per esempio in Alaska (cioè gli Stati Uniti d'America) c'è un enorme campo radar (cioè HAARP - High Frequency Active Auroral Research Program) dove ci sono delle "numerose antenne" che potrebbero influenzare la ionosfera, lo strato superiore dell'atmosfera terrestre. Guarda caso, sostiene Nikolai Rodionov, Phobos-Grunt è passato sopra l'Alaska e, visto che la Russia non può seguire il satellite perché in un punto cieco per il sistema di trasmissione, le autorità russe potrebbero solo ipotizzare che il satellite, in una zona della ionosfera molto disturbata, potrebbe avere avuto dei problemi "se non di tutta la macchina - dice l'ex generale -, almeno di qualche suo componente". Componenti che, ricorda Rodionov non sono più di filiera "totalmente" russa (come ai bei tempi dell'URSS, avrà forse pensato), ma in gran parte prodotti da Stati Uniti e Canada. Ma non sono solamente i "russi" i paranoici dello spazio. Per molti esiste davvero una "nuova" Guerra Fredda in corso tra le nazioni, basata su tecnologie informatiche estremamente complesse. Una notizia sfiggita ai più, infatti, è che anche per il satellite ROSAT (il Röntgensatellit dedicato alla memoria di Wilhelm Röntgen, lo scopritore dei raggi X), precipitato il 23 ottobre dell'anno scorso, c'è un forte dubbio di "sabotaggio". Questa volta i sospettati sarebbero proprio i russi, rei di aver colpito i computer di comando e controllo del Goddard Space Flight Center attraverso una cyber-intrusione (leggi "Satellite ROSAT sta precipitando. Fu accecato da attacco hacker russo" http://is.gd/xbKOiG).

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