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ESA dà la prima spinta orbitale della sonda Rosetta verso la cometa

Con un cinguettio su Twitter, l'ESA annuncia che la fase del "burning" (in gergo tecnico "thruster burn") è stata portata a termine con successo, fornendo la prima delle tre grandi spinte orbitali che porteranno la sonda Rosetta sulla scia della cometa il 6 agosto 2014. Prima dell'incontro di Rosetta con la cometa, sono previste altre due grandi spinte orbitali, il 4 e il 18 giugno 2014.

Con un cinguettio su Twitter, l'ESA annuncia che la fase del "burning" (in gergo tecnico "thruster burn") è stata portata a termine con successo, fornendo la prima delle tre grandi spinte orbitali che porteranno la sonda Rosetta sulla scia della cometa il 6 agosto 2014. La sonda Rosetta, lanciata il 2 marzo 2004, è quindi pronta per la lunga frenata verso il suo obiettivo, la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. "La manovra è stata assolutamente necessaria nell'ambito di una serie di burning in grado di ridurre la velocità di Rosetta rispetto alla posizione della cometa in modo da arrivare con una velocità relativa di circa 1 m/s" ha spiegato Sylvain Lodiot, l'operation manager della missione. L'operazione, avvenuta a 500 milioni di chilometri dalla Terra, è durata ben 7 ore. "Ci vorranno un paio di giorni per analizzare i dati e determinare la variazione effettiva finale in velocità, ma non saranno troppo distanti da quello che avevamo programmato" assicura sempre Sylvain Lodiot. Prima dell'incontro di Rosetta con la cometa, sono previste altre due grandi spinte orbitali, il 4 e il 18 giugno 2014. Ci saranno poi altri sei burning minori per le ultime inserzioni orbitali ed infine la frenata finale. Anche Philae, il lander di 100 chili che raggiungerà la superficie della cometa il prossimo 10 novembre, ha superato tutti i test. Ma sito di atterraggio verrà scelto solo verso il mese di settembre, dopo un'analisi della superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, la cui forma è ancora sconosciuta. L'obiettivo di Rosetta sarà quello di cercare e raccogliere dei campioni di cometa ad una profondità di 23 centimetri, grazie all'utilizzo di un trapano con una punta di diamante e forni di platino con lenti di zaffiro che riscalderanno i campioni per le analisi.

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