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Russia autarchica: vieta software straniero e vara piano per sostegno ad imprese

Mentre in Italia il nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi "risponde" in video chat utilizzando un computer Apple la Russia vieta l'uso di tutto il software straniero negli uffici pubblici. Dmitry Medvedev ha approvato ora un piano triennale per sostenere il settore locale. Oltre all'obiettivo autarchia, dietro tale decisione il limitare lo spionaggio internazionale.

Mentre in Italia il nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi "risponde" in video chat utilizzando un computer Apple attraverso social media (Twitter, Facebook) ugualmente made in USA, la Russia ha deciso che almeno dal punto di vista del software deve essere autarchica.

Dal 1 gennaio 2016 infatti è vietato l'uso di tutto il software straniero negli uffici pubblici, compreso lo standard per la tecnologia cloud. In questi giorni inoltre il primo ministro russo Dmitry Medvedev ha approvato un piano triennale in base al quale le società di software russe riceveranno un sostegno del governo per la ricerca e lo sviluppo. Inoltre, sono state adottate delle misure per promuovere lo sviluppo di un sistema operativo nazionale. Attualmente ci sono circa 1.000 prodotti software disponibili per la PA russa, ma il governo prevede già entro la fine di quest'anno una enorme espansione del settore.

Dietro tale decisione non c'è solo la necessità di arginare le sanzioni inflitte alla Russia dall'Europa e dagli Stati Uniti ma anche quella di limitare lo spionaggio internazionale. Nell'ottobre 2015 un gruppo di parlamentari aveva proposto una legge per vietare ai dipendenti pubblici l'uso di Google, Facebook e WhatsApp mentre l'anno precedente era stato proposto a tutti parlamentari russi di non usare iPhone e iPad, nel timore di poter venire intercettati dai servizi speciali stranieri.

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