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UE: vietare iscrizione a Facebook e WhatsApp sotto i 16 anni

Presentato al Parlamento europeo un emendamento al pacchetto sulle nuove norme europee sulla protezione dei dati che punta a rendere di fatto illegale l'iscrizione a Facebook e agli altri social network (come Twitter, Instagram, Snapchat e WhatsApp) se l'utente non ha compiuto 16 anni.

Presentato al Parlamento europeo un emendamento al pacchetto sulle nuove norme europee sulla protezione dei dati che punta a rendere di fatto illegale l'iscrizione a Facebook e agli altri social network se l'utente non ha compiuto 16 anni. La politica cerca quindi di sopperire alle mancanze dei genitori europei che a causa di un analfabetismo funzionale dilagante (e ad una noncuranza generale) lasciano i figli sempre più spesso non solo davanti alla tv ma anche davanti allo smartphone e al tablet. Si comincia con il cartoon su Youtube e si finisce, con la scusa che sono "nativi digitali", con il bambino che chatta e naviga su internet prima ancora di imparare ad allacciarsi le scarpe da solo. L'emendamento presentato all'ultimo minuto alzerebbe l'età legale di consenso digitale da 13 a 16 anni, rendendo di conseguenza illegale per le aziende la gestione dei dati personali di utenti sotto quella soglia di età. Ancora una volta però saranno i genitori a doversi prendere la responsabilità di far entrare il figlio minorenne nel mondo virtuale (ma non per questo meno pericoloso) dei social network. Se le aziende come per esempio Facebook, Twitter, Instagram, Snapchat e WhatsApp desidereranno consentire l'accesso ai loro servizi anche ai minori di 16 anni dovranno ottenere il consenso esplicito dei genitori. Il disegno di legge prevede infatti che "il trattamento dei dati personali di un bambino di età inferiore ai 16 anni è lecito solo se e nella misura in cui tale consenso è dato o autorizzato dal titolare della potestà genitoriale sul figlio." Sarà quindi il genitore ad accettare di dare in pasto alle multinazionali (di norma americane) i dati personali (quindi la vita) del figlio. L'emendamento non sembra però prendere in considerazione il fatto che ai social network ci si può iscrivere anche fornendo false generalità.

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