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Smartphone a 11 anni e 73% su siti porno. Dipendenti anche i genitori

In Italia sia gli adolescenti che i genitori sono dipendenti dai social network, come emerge da uno studio condotto da Telefono azzurro in occasione del Safer Internet Day 2016. Mediamente lo smartphone viene regalato ad un bambino di 11 anni, prima ancora che riceva le chiavi di casa. Il problema è che il 73% dichiara di frequentare costantemente siti pornografici e di aver paura del cyberbullismo.

Adolescenti perennemente connessi comunicano tramite chat con i genitori, che, spesso, non sono consapevoli dei richi corsi dai propri figli in rete. È la fotografia delle famiglie italiane che emerge dall'indagine "Tempo del web. Adolescenti e genitori online", realizzata da SOS Il Telefono Azzurro Onlus in collaborazione con Doxakids, in occasione del Safer Internet Day (SID) 2016, ricorrenza internazionale promossa dall'Unione Europea e dedicata alla sicurezza dei minori in rete. Lo studio è stato condotto intervistando 600 ragazzi dai 12 ai 18 anni e 600 genitori dai 25 ai 64 anni, ed emerge che il 17% dei ragazzi intervistati dichiara di non riuscire a staccarsi da smartphone e social network, tanto che 1 su 4 (25%) è sempre online, quasi 1 su 2 (45%) si connette più volte al giorno, 1 su 5 (21%) è afflitto da vamping: si sveglia durante la notte per controllare i messaggi arrivati sul proprio cellulare. Quasi 4 su 5 (78%) chattano continuamente su WhatsApp. In sostanza, i bambini e gli adolescenti italiani sono afflitti da una vera e propria dipendenza da social network.

Uno degli allarmi lanciati dalla ricerca è quello dell'età in cui gli adolescenti italiani accedono alla rete. Uno su 2 (48%) dichiara infatti di essersi iscritto a Facebook prima dei 13 anni, età minima consentita per poterlo fare, mentre il 71% riceve in dote uno smartphone mediamente a 11 anni. Prima delle chiavi di casa che arrivano a 12 anni. Inquietante il fatto che ben quattro ragazzi intervistati su 5 (73%) dichiarano di frequentare costantemente siti pornografici e il 28% di loro teme di diventarne dipendente, mentre 1 su 10 (11%) conosce qualcuno che ha fatto sexting: invio di messaggi sessualmente espliciti o immagini inerenti al sesso. Più di 1 ragazzo su 10 (12%) dichiara invece di essere stato vittima di cyberbullismo, il 32% ha paura di subirlo, mentre il 30% teme il contrario: postare qualcosa che offenda qualcuno senza accorgersene.

Ad aggravare la situazione il fatto che il 71% dei genitori intevistati dichiara di non aver mai sentito parlare di sexting mentre il 12% non sa cos'è il cyberbullsimo. Eppure, quattro genitori intervistati su 5 dichiarano di usare i social network per comunicare quotidianamente con i propri figli - 68% WhatsApp, 18% altre chat - e 1 su 4 (22%) soffe di vamping. Va da sé infine che se un ragazzino ha in mano un device che costa tra le 400 e i 600 euro avrà anche un budget per acquistare prodotti online. Se un intervistato su 10 confessa di aver proceduto a un acquisto senza accorgersene, quello che salta all'occhio è che più di 2 su 3 (38%) compra regolarmente con carta dei genitori (63%) o con propria (22%).

"Le nuove tecnologie e internet oggi permeano la vita dei ragazzi e delle famiglie influenzando non solo i processi di costruzione d'identità e socializzazione, ma incidendo anche su riti e gesti della quotidianità e sui contenuti delle conversazioni familiari. La rete sta cambiando gli stili educativi e presenta una serie di rischi per i più giovani che vanno dalla pornografia al cyberbullismo, dall'utilizzo dei dati forniti per fini commerciali all'adescamento online" avverte quindi il professore Ernesto Caffo, fondatore e Presidente di SOS Il Telefono Azzurro Onlus.

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