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No foto figli su social network se non c'è consenso tra genitori: la sentenza

Troppo spesso genitori, nonni e parenti pubblicano sui social network foto e video di minori, dimenticandosi che anche i bambini hanno i loro diritti, anche sulla tutela dell'immagine e della privacy. Una nuova sentenza lo ricorda.

"Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione" recita l'articolo 16 della Convenzione di New York del 1989. Anche in base a questo, oltre alla "tutela dell'immagine" contemplata dall'articolo 10 del codice civile e la "tutela della riservatezza dei dati personali" prevista dal Codice della privacy, il Tribunale di Mantova ha accolto il ricorso di un padre che ha così ottenuto la cancellazione di foto e video dei due figli (3 e 1 anno) pubblicati sui social network dalla madre.
Nella sentenza, emessa nel luglio scorso ma pubblicata il 14 ottobre, si cita anche "l'art. 8 del regolamento UE n. 679/2016 del 27 aprile 2016 che entrerà in vigore il 25-5-2018, laddove la immagine fotografica dei figli costituisce dato personale ai sensi del d. lgs.196/2003 (v. art. 4 lett. a,b,c) e la sua diffusione integra una interferenza nella vita privata" del minore.

I giudici hanno infatti ritenuto che "l'inserimento di foto di minori sui social network costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievole per essi in quanto ciò determina la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate e avvicinarsi ai bambini dopo averli visti più volte in foto on-line, non potendo inoltre andare sottaciuto l'ulteriore pericolo costituito dalla condotta di soggetti che 'taggano' le foto on-line dei minori e, con procedimenti di fotomontaggio, ne traggono materiale pedopornografico da far circolare fra gli interessati, come ripetutamente evidenziato dagli organi di polizia".

In passato, era stato il nostro Garante della privacy a ricordare che sui social network "non è permessa in alcun modo la pubblicazione di notizie e contenuti che consentano l'identificazione, anche indiretta, di un minore", anche se a postare dati, foto e video sono i genitori.
Ed infatti in Austria lo scorso hanno una 18enne ha denunciato i genitori per le immagini pubblicate su Facebook quando lei era minorenne.
In Francia, invece, chi pubblica e diffonde foto o video di un'altra persona senza il suo consenso rischia fino a un anno di carcere e una multa da circa 35.000 euro.

© riproduzione riservata | online: | update: 07/11/2017

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