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Aereo scomparso EgyptAir : fumo in cabina. Sindrome aerotossica, possibile pista?

C'era fumo in cabina prima dello schianto dell'Airbus A320 dell'EgyptAir, che ha trascinato con sé in mare 66 persone. A rivelarlo gli allarmi automatici sel sistema ACARS. Ma la dinamica degli eventi fanno escludere la bomba a bordo. Perché quindi non indagare sul fatto che lo schianto del volo MS804 potrebbe essere stato causato dalla cosiddetta sindrome aerotossica, dal 2015 riconosciuta ufficialmente?

C'era fumo in cabina prima dello schianto dell'Airbus A320 dell'EgyptAir, che ha trascinato con sé in mare 66 persone tra cui un bambino e due neonati. Tre "canali indipendenti" dal sistema ACARS (Aircraft Communication Addressing and Reporting System) e successivamente anche la BEA, l'ente per la sicurezza dell'aviazione francese, confermano infatti che dal volo MS804 sono partiti automaticamente diversi allarmi di fumo in cabina e un'altro riferito ad un guasto tecnico prima che dell'aereo si perdesse ogni traccia.

I messaggi sono partiti attraverso il sistema ACARS tra le ore 2:26 e le ore 2:29, orario quest'ultimo che indica l'entrata ufficiale dell'Airbus nello spazio aereo egiziano. Il fumo è stato rilevato nel bagno e nel settore che ospita l'avionica (quello che controlla i sistemi elettronici, di navigazione e comunicazione dell'aereo), aree che si trovano vicino alla cabina di pilotaggio. L'allarme ha segnalato poi un guasto al Flight Control Unit, il computer di bordo utilizzato dal pilota per selezionare e controllare le diverse modalità di volo, e al pannello di controllo del pilota automatico. Sarebbe stata segnalata inoltre una anomalia al finestrino situato nella cabina di pilotaggio.

Il BEA ha precisato che è ancora troppo presto per "interpretare e capire le cause dell'incidente", sulla base dei messaggi ACARS, con i francesi che precisano che non esiste ancora una pista privilegiata rispetto ad un'altra. Eppure, l'ipotesi di un attentato terroristico comincia sempre di più a prendere piede. E questo nonostante l'Airbus A320 EgyptAir sia partito dall'aeroporto di Parigi Charles de Gaulle, sorvegliatissimo anche per via dello stato di emergenza in cui vive la Francia dagli attentati di novembre 2015. C'è chi ipotizza che a bordo dell'aereo possa essere scoppiato un incendio, forse conseguenza di una un'esplosione. Ma diversi esperti fanno già notare che un incendio che si propaga talmente velocemente da impedire a nessun membro dall'equipaggio di inviare un messaggio di emergenza è davvero molto raro.

Saranno le scatole nere, appena rintracciate in mare, a fornire probabilmente la risposta definitiva sul motivo della scomparsa dell'aereo della EgyptAir.

Ma perché nessuno finora ipotizza che lo schianto del volo MS804 possa essere stato causato dalla cosiddetta sindrome aerotossica? Si fa notare infatti che l'invio dei messaggi in un arco temporale di 3 minuti farebbe escludere la presenza di una bomba a bordo, mentre la dinamica potrebbe essere compatibile con un ordigno incendiario. In questo caso, però, è pensabile che qualcuno abbia avuto il tempo e la possibilità di lanciare un SOS (anche un passeggero con il suo cellulare). Dopo l'allarme fumo, l'aereo ha poi compiuto una virata secca di 90 gradi, una manovra prevista dai manuali in casi di emergenza come questi. Ciò quindi escluderebbe l'ipotesi di un possibile gesto criminale da parte dei piloti.

La sindrome aerotossica è stata "bollata" per anni come una teoria dei soliti complottisti della Rete eppure nel 2009 i Verdi Europei al Parlamento UE denunciavano la presenza di "organofosfati neurotossici che contaminano l'aria nelle cabine degli aerei per errori di progettazione del sistema di prese d'aria" avvertendo che già dal 1999 "la contaminazione degli aeromobili civili sta potenzialmente mettendo a rischio la salute e la sicurezza di migliaia di passeggeri e del personale quotidianamente in viaggio su linee aeree commerciali".

A febbraio 2015 inoltre la sindrome aerotossica è stata riconosciuta ufficialmente in un documento redatto da un medico legale che ha indagato sulle possibili cause della morte del pilota Richard Westgate della British Airways. Westgate è morto nel 2012 dopo aver dichiarato di essere stato avvelenato dai fumi tossici presenti in cabina. Ma purtroppo non è detto che tutti siano in grado di lanciare un allarme quando colpiti dalla sindrome aerotossica. Nel 2008 il Daily Telegraph ha condotto una inchiesta raccogliendo le dichiarazioni di numerosi piloti di linea accomunati dall'essere stati testimoni e vittime dei "fumi nocivi". In alcuni casi il fumo a bordo dell'aereo aveva generato persino una sorta di "condizione da zombie" tra passeggeri e membri dell'equipaggio, secondo queste testimonianze, con i piloti che sono riusciti a portare a terra l'aereo solo perché tornati in sé grazie all'utilizzo delle maschere di ossigeno.

E la British Airways ha infine "dovuto ammettere che piloti e componenti dei suoi equipaggi indossano le maschere ad ossigeno in media cinque volte alla settimana, proprio a causa dei fumi nocivi che potrebbero determinare brevi invalidità dovute a vomito o a disturbi alla vista" come riporta La Stampa in un articolo di Vittorio Sabadin del febbraio 2015. Ed ecco perché la pista del terrorismo viene sempre più battuta (anche se finora non c'è stata alcuna rivendicazione). Scoprire infatti che un incidente è stato provocato dalla sindrome aerotossica innescherebbe una serie di risarcimenti a valanga e la chiusura di moltissime compagnie aeree.

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