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Tabaccai in piazza: regolamentare sigarette elettroniche per erario

I tabaccai italiani della FIT in piazza non solo per la regolamentazione della vendita delle sigarette elettroniche ma anche contro il contrabbando e per rivendicare la presenza sul territorio. Presenza che, nel caso ad esempio del Gioco pubblico ha "contribuito a sottrarre il comparto alla criminalità organizzata".

Un manifestazione riuscita quella della Federazione Italiana Tabaccai (FIT), che si può rivedere anche via streaming in differita, il cui slogan principale era "AAA Stato Cercasi...". I tabaccai riuniti in piazza Bocca della Verità, a Roma il 23 aprile hanno richiamato lo Stato al suo ruolo e rivendicato la loro presenza sul territorio. Giovanni Risso, presidente Nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, galvanizzato da oltre 3500 tabaccai arrivati da tutta Italia spiega: "Siamo la rete più diffusa, professionale e sicura al servizio dello Stato. Ci aspettiamo che lo Stato riconosca il nostro lavoro e che intervenga per difendere, anche attraverso la regolamentazione della vendita e della pubblicità delle sigarette elettroniche, la nostra redditività e le entrate erariali".
La sigaretta elettronica è infatti da qualche tempo una spina nel fianco dei tabaccai che denunciano un danno non solo per le proprie tasche ma anche per lo Stato. Al danno economico del commercio "libero" della sigaretta elettronica per i tabaccai, si aggiunge poi la piaga tradizionale del contrabbando del tabacco. "La manifestazione - spiega Giovanni Risso - è servita a concentrare l'attenzione dello Stato su fenomeni che recano grave danno non solo a noi tabaccai ma, soprattutto, all'erario. I dati in nostro possesso, unitamente a quelli diffusi nei giorni scorsi dal Dipartimento delle Finanze, testimoniano un allarmante calo di entrate per le casse dello Stato. Si tratta di un trend altamente negativo cui bisogna porre quanto prima rimedio". Per quanto riguarda il Gioco pubblico il presidente Nazionale della Federazione Italiana Tabaccai afferma: "Non siamo certo noi tabaccai, che paghiamo i diritti di concessione sulle nostre attività, i soggetti da accusare di scarsa responsabilità, tutt'altro. Non lo siamo riguardo al tabacco, non lo siamo nemmeno rispetto al Gioco pubblico". "Proprio a questo proposito - aggiunge Risso - è importante sottolineare ancora una volta che noi tabaccai non solo siamo operatori professionali del gioco per conto dello Stato ma che, grazie alla nostra rete, sottoposta a controlli serrati, abbiamo contribuito a sottrarre il comparto alla criminalità organizzata".

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