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Sigarette elettroniche: Tar Lazio sospende maxi imposta 58,5% su e-cig

Il Tar del Lazio ha concesso la sospensione provvisoria per il decreto che prevedeva la maxi-imposta del 58,5% sulle sigarette elettroniche. A renderlo noto le aziende aderenti a Anafe-Confindustria, che a dicembre avvertivano: "Ricorreremo a vie giudiziarie italiane ed europee".

Il Tar del Lazio ha concesso la sospensione provvisoria per il decreto che prevedeva la maxi-imposta del 58,5% sulle sigarette elettroniche e su tutti i prodotti e accessori inerenti il commercio delle e-cig. Ad annunciarlo le aziende aderenti a Anafe-Confindustria, che avevano presentato ricorso al tribunale amministrativo auspicando "un intervento urgente del governo per permettere al settore di consolidarsi, a fronte degli investimenti sostenuti, e allo Stato di incassare il dovuto, 117 milioni, che con la norma in vigore non potranno mai essere raggiunti". La Anafe (Associazione nazionale fumo elettronico), nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 12 dicembre presso la Camera dei Deputati, aveva infatti illustrato quali sarebbero stati gli impatti della legge che impone, a partire dal 1 gennaio 2014, una tassa del 58,5% su tutti i prodotti relativi al fumo elettronico. Il Presidente di Anafe-Confindustria, Massimiliano Mancini, chiariva infatti: "La decisone di applicare un'imposta così elevata causerà la chiusura di tutte le aziende italiane produttrici, oppure non lascerà loro altra via che quella di rivolgersi esclusivamente agli altri Paesi membri dell'Unione Europea. L'Italia è l'unico paese ad aver applicato una simile imposta sulla sigaretta elettronica". La Anafe aveva definito la maxi imposta sulle sigarette elettroniche "iniqua e persecutoria" avvertendo che sarebbe ricorda a "vie giudiziarie italiane ed europee". La prima battaglia, sembra quindi essere stata vinta dall'Associazione nazionale fumo elettronico.

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