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Renzi: via IMU e Tasi su prima casa. Ma non pensa a inquilini e sfrattati

Matteo Renzi ha assicurato che dal 2016 verrà bolita l'IMU e la Tasi per la prima casa precisando però che "chi ha la seconda, terza, quarta è giusto che paghi le tasse". L'Unione Inquilini denuncia però che il taglio dimentica chi alloggia in affitto in seconde case ma che "dal punto di vista di inquilini, sia di alloggi privati che di assegnatari di case popolari, si tratta a tutti gli effetti della casa di abitazione principale".

Matteo Renzi ha assicurato che dal 2016 verrà bolita l'IMU e la Tasi per la prima casa precisando però che "chi ha la seconda, terza, quarta è giusto che paghi le tasse". Il taglio dimentica però "completamente 'l'altra metà del cielo' degli abitanti, ovvero gli inquilini", come denuncia Massimo Pasquini, segretario nazionale Unione Inquilini. In una nota viene ricordato infatti che "la Tasi, tassa sui cosiddetti servizi comunali indivisibili, nel caso di immobili locati, in una quota tra il 10% e il 30% del valore catastale dell'immobile, deve essere pagato dall'inquilino. - aggiungendo - Si tratta, evidentemente, di seconde case dal punto di vista della proprietà e che, pertanto, non avranno alcuna riduzione". Pasquini sottolinea quindi che "dal punto di vista di inquilini, sia di alloggi privati che di assegnatari di case popolari, si tratta a tutti gli effetti della casa di abitazione principale".
L'Unione Inquilini riflette: "Ora, se viene eliminata ogni tassazione sulla prima casa, per un principio elementare di equità, essa non può riguardare solo i proprietari della prima casa ma anche gli inquilini che vivono nella casa in affitto utilizzandola, quindi, a tutti gli effetti come prima casa". "In secondo luogo, - prosegue Pasquini - con l'eliminazione di ogni tassazione sulla prima casa, si renderà più difficile per i comuni praticare sconti fiscali sulle seconde case messe in affitto a canone agevolato, secondo i parametri degli accordi locali".
Il segretario dell'Unione Inquilini denuncia infine che ancora una volta il governo elude "il vero lato oscuro della condizione abitativa in Italia, che il selvaggio aumento degli sfratti in generale e tra questi il 90% quelli per morosità incolpevole, segnala, come punta dell'iceberg di una sofferenza più profonda ed estesa. - osservando - Con un quarto delle risorse che il governo metterà a disposizione dei proprietari (sembra anche a favore dei ricchi e delle abitazioni di lusso, ville e castelli eliminando anche in questi casi l'IMU) si potrebbe affrontare strategicamente questa sofferenza che è rappresentata dalla carenza di abitazioni sociali: un miliardo di euro l'anno per un piano decennale che realizzi 1 milione di abitazioni sociali in Italia, senza consumo di suolo, attraverso l'utilizzo del già costruito, a partire dal recupero e riuso a fini abitativi dell'enorme patrimonio pubblico del demanio civile e militare in dismissione o inutilizzato".
L'Unione Inquilini in occasione della IV Giornata Nazionale sfratti zero del prossimo 10 ottobre manifesterà quindi, in almeno 50 città, per chiedere all'esecutivo "questa svolta nella direzione di una nuova politica sociale della casa".

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