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Il vibratore dell'età della pietra

Ritrovato nel letto dell'antico fiume di Motala in Svezia un oggetto che assomiglia inequivocabilmente ad un "sex toy" di design moderno ma dal sapore antico, insomma un "fallo" d'osso.

E' un corno di animale scalfito e modellato sino a riprodurre un fallo (almeno così potrebbe sembrare) un reperto archeologico ritrovato da archeologi svedesi nel sito Mesolitico (periodo intermedio dell'Età della pietra) di Motala in Svezia.
L'antenato del vibratore (chiaramente senza batterie ma che funzionava ovviamente "a mano") è lungo circa dieci centimetri (due di diametro), è ergonomico, di ottima fattura e risalirebbe a 6 mila anni fa.
Il "sex toy" mesolitico non poteva che appartenere ad una avvenente svedese preistorica, mormorano i blog svedesi che ora si vantano di avere anche il primato del primo "dildo" mai costruito dall'uomo (o dalla donna, appunto), anche se ci sono stati altri ritrovamenti ben più antichi.
Secondo Gsran Gruber archeologio dello Swedish National Heritage Board il reperto è molto interessante e la somiglianza è inequivocabile anche se Martin Rundkvist, altro archeologo, invita ad andarci piano, potrebbe essere stato uno scalpello o uno strumento per lavorare finemente altri oggetti.
La forma infatti potrebbe anche ricordare un pestello per fare il pesto mesolitico o uno scalpello salvadita.

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