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Ylenia Carrisi uccisa da Happy Face Killer? DNA prelevato ad Albano e Romina

Ylenia Carrisi: le ultime notizie sulla scomparsa della figlia di Albano e Romina Power portano ad Happy Face Killer. Il serial killer Keith Hunter Jesperson, arrestato nel 1995, riconosce un identikit di una delle sue vittime, ed il viso assomiglia a quello di Ylenia Carrisi. L'Interpol arriva a Cellino San Marco per prelevare campioni di DNA di Albano Carrisi, dei fratelli di Ylenia, Yaris, Cristel e Romina Junior, e di Romina Power.

Potrebbe esserci presto una svolta clamorosa nel giallo sulla scomparsa di Ylenia Carrisi, la figlia di Al Bano e Romina Power di cui si sono perse le tracce 31 dicembre 1993, durante un periodo di permanenza a New Orleans, negli Stati Uniti. Nel dicembre 2014 il tribunale di Brindisi ha accolto l'istanza di dichiarazione di morte presunta di Ylenia Carrisi presentata da Albano Carrisi. Ma a breve quel presunta protrebbe essere eliminato definitivamente. Su richiesta delle autorità statunitensi qualche giorno fa è stato infatti prelevato il DNA di Albano Carrisi, dei fratelli di Ylenia, Yaris, Cristel e Romina Junior e di Romina Power, che in questo momento si trova a New York. Il sospetto è che Ylenia Carrisi sia una delle donne uccise dal serial killer Keith Hunter Jesperson, un camionista a cui forse la figlia all'epoca 24enne del cantautore di Cellino San Marco ha chiesto un passaggio nel 1993.

Nel 1995 Keith Hunter Jesperson viene arrestato, affermando di aver ucciso 160 persone anche se gli furono attribuiti "solo" 8 assassini. Keith Hunter Jesperson è passato alle cronache come Happy Face Killer perché, per attirare l'attenzione sugli omicidi che commetteva, inviava ai media e ai pm che indagavano sui casi delle lettere con delle faccine sorridenti, tipo smile. La prima vittima di Happy Face Killer fu Taunja Bennett, uccisa a Portland, in Oregon, il 23 gennaio 1990. Il secondo assassinio risale al 30 agosto 1992, ma non si è ancora riusciti a risalire all'identità della vittima caduta in trappola a Blythe, California. Keith Hunter Jesperson colpì ancora in California, a Turlock, un mese dopo uccidendo Cynthia Lyn Rose. Nel novembre dello stesso anno fu uccisa Laurie Ann Pentland a Salem, in Oregon. Jesperson uccise di nuovo nel giugno 1993 e nel settembre 1994, e anche in questi due casi le identità delle vittime rimangono sconosciute.
Nel gennaio 1995, Jesperson accettò di accompagnare una donna da Spokane, Washington, in Indiana. Dopo circa una settimana di viaggio Angela Surbrize fu strangolata come quasi tutte le sue vittime, ma in questo caso la legò anche al suo camion e la trascinò per diversi metri. Il corpo della donna fu trovato dopo diversi mesi sotto indicazione di Happy Face Killer. Gli investigatori riuscirono finalmente a catturare il serial killer perché il 10 marzo 1995, a Washougal, Washington, Jesperson strangolò anche la sua fidanzata storica, Julie Ann Winningham.

La polizia statunitense cerca ancora di risalire all'identità delle tre vittime senza nome. Jesperson sostiene che la giovane uccisa nel 1992 si faceva chiamare Claudia, quella del giugno era "Carla" o "Cindy" mentre quella del settembre 1994 si chiamava Susanne. Cosa c'entra allora Ylenia Carrisi con Happy Face Killer? Susanne, morta nove mesi dopo la scomparsa della figlia di Albano e Romina Power, era proprio il nome usato dalla ragazza durante il suo viaggio in America. Ma a convincere l'Interpol che bisognava andare a Cellino San Marco per prelevare il DNA ai parenti più stretti di Ylenia Carrisi il fatto che ultimamente Happy Face Killer ha riconosciuto l'identikit tracciato dallo sceriffo di Palm Beach, che non ha mai smesso di indagare sulla morte di Susanne. Nell'identikit, Susanne appare infatti simile a Ylenia Carrisi. Stando ad indiscrezioni, i Ris di Parma hanno già inviato i risultati delle analisi sul DNA negli Stati Uniti, dove verranno confrontati con quelli di Susanne. "Non resta che attendere" come sottolinea anche Albano Carrisi.

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