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Toglie crocifisso, licenziato. Meglio un marchio che un simbolo

Un insegnante di una scuola media di Stalden nell'Alto Vallese in Svizzera sarebbe stato licenziato per via di un crocifisso che non voleva riappendere in classe. Nelle aule italiane, invece, stanno entrando accolti con simpatia e benevolenza, gli sponsor e i loro marchi.

Un insegnante di una scuola media di Stalden nell'Alto Vallese in Svizzera sarebbe stato licenziato per via di un crocifisso che non voleva riappendere in classe, almeno così sostiene. L'insegnante in questione, sembra anche "presidente della sezione vallesana dell'Associazione svizzera dei Liberi Pensatori" (come riporta la Radiotelevisione svizzera nel suo sito rsi.ch) sarebbe stato ufficialmente licenziato dalla scuola per "la rottura del rapporto di fiducia".
Ovviamente il fatto innescherà le solite polemiche sull'opportunità della presenza del crocifisso nelle aule, ed è curioso che questo piccolo oggetto che raffigura un umile uomo crocifisso abbia, dopo duemila e dieci anni, tutto questo potere in chi non crede.
Curioso anche il fatto che un "libero pensatore" limiti la libertà di pensare ai suoi alunni, perché è libero di pensare colui che non ha paura di far pensare (qualsiasi cosa) agli altri.
E' anche interessante che mentre si dibatterà nei prossimi giorni sul crocifisso svizzero, nelle aule italiane stiano entrando a scuola, accolti con simpatia e benevolenza, gli sponsor e i loro marchi che saranno ben presenti su ogni banco e sedia. Come dire, nella scuola moderna non c'è più spazio per i simboli perché saranno tutti occupati dai marchi.

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