le notizie che fanno testo, dal 2010

Teoria gender a scuola: governo Renzi non risponde a due interpellanze

Carlo Giovanardi (Ncd) e Lucio Malan (Fi) hanno presentato due interpellanze in merito le iniziative promosse nelle scuole dall'Unar con il programma "Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere (2013-2015)". Il governo Renzi, però, non risponde, con Gabriele Toccafondi che conferma come il MIUR "non è stato coinvolto" alla realizzazione dei libretti, e quindi ne stigmatizza la diffusione.

Carlo Giovanardi e Lucio Malan hanno presentato oggi due interpellanze concernenti le iniziative promosse nelle scuole dall'Unar (Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali) attraverso il programma «Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere (2013-2015)» nonché "un ulteriore documento conosciuto come «Comunicare senza pregiudizi», una specie di velina da Minculpop, in cui si danno indicazioni ai giornali e alle televisioni su come bisogna trattare questi argomenti, anche nel linguaggio", come spiega il senatore di Ncd nel suo intervento, osservando che in Aula non sono presenti i rappresentanti della Presidenza del Consiglio. Carlo Giovanardi sottolinea quindi come nei "tre libretti da distribuire ai bambini" finanziati dall'Unar ed elaborati dall'istituto Beck il "succo sostanziale è che a far nascere l'omofobia sono lo Stato, la famiglia e la religione. - aggiungendo - Questi sono gli organismi da combattere. Anzi, più una persona è religiosa, più è omofoba. Più è presente un orientamento di formazione religiosa, più questa componente va combattuta. Vi è tutta una serie di ragionamenti di questo tipo".

Giovanardi ricorda: "Quando hanno cominciato ad arrivare questi libretti, la domanda è stata chi ne avesse autorizzato l'ingresso nelle scuole. Io ho qui alcuni dati. Maria Cecilia Guerra, che all'epoca era Vice Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità. ha dichiarato il 16 febbraio di quest'anno che «quel materiale didattico è stato realizzato senza che io ne fossi informata e senza nessun accordo con il MIUR» ed ha aggiunto che è stato l'UNAR ad autorizzare la diffusione dello stesso materiale (con il logo del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri) «senza che il direttore De Giorgi me ne desse alcuna informazione, nè che io fossi a conoscenza degli esiti della ricerca, di cui del resto ignoravo addirittura l'esistenza»". Il senatore del Nuovo centrodestra sottolinea però che "questi libretti purtroppo continuano a circolare nelle scuole, sulla base di una strategia informativa dell'UNAR che vuole condizionare", aggiungendo: "Per essere chiari, per esempio l'assessore Seibezzi a Venezia aveva tentato di distribuire ai bambini dai tre ai sei anni (io ho una nipotina di tre anni), cioè negli asili e nelle scuole materne, libretti in cui veniva dipinta l'immagine di due pinguini maschi con un uovo e dove si spiegava come fosse una cosa naturale che due pinguini maschi possono mettere al mondo una vita attraverso un uovo. Sempre secondo questa strategia informativa, non è che una bambina abbia una sua naturale evoluzione di femminilità e un bambino una sua naturale evoluzione di mascolinità: ciò è causato dal condizionamento della scuola, della famiglia e della società". Giovanardi quindi conclude: "L'UNAR è illegittimo! Perché non c'è una norma primaria che gli abbia mai dato la responsabilità di interessarsi se non delle discriminazioni razziali ed etniche, che non c'entrano nulla con gli orientamenti sessuali".

Anche Lucio Malan nel suo intervento precisa prima di tutto che il documento «Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere», elaborata dall'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali" è "un lavoro che va al di fuori dei compiti assegnati dal proprio stesso nome all'UNAR e che pertanto tutta questa attività è da sanzionare sotto ogni punto di vista, anche dal punto di vista contabile, che oggi a quanto pare conta molto di più della Costituzione". Il senatore di Forza Italia chiarisce quindi che questo documento, inoltre, "si schiera apertamente contro quanto dice la Costituzione", all'articolo 29 e cioè che la famiglia è fondata sul matrimonio, che è l'unione tra un uomo e una donna come ha stabilito anche una sentenza della Corte Costituzionale di circa 3 anni fa (che non sembra essere stata presa in considerazione dal giudice di Grosseto che ha dichiarato legittime le nozze gay). "Però un documento della Presidenza del Consiglio stabilisce che la famiglia è chiunque decida di definirsi tale; tutt'al più si concede l'uso dell'espressione «famiglia omogenitoriale», dimenticando che anche questa è una cosa vietata dalla legge italiana" fa notare Malan, aggiungendo: "La Presidenza del Consiglio, però, ci mette il timbro". Malan quindi ricorda che "oltre che contro al diritto dei genitori di educare i propri figli, come sancito nella nostra Costituzione, questo documento va anche contro l'articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, che garantisce la libertà di manifestare i propri valori religiosi nell'educazione, e l'articolo 26, dove si attribuisce ai genitori il diritto di priorità nella scelta di educazione da impartire ai propri figli".

Malan ricorda anche che c'è un altro documento uscito dall'Unar, e cioè "«Linee guida per un'informazione rispettosa delle persone LGBT», pubblicato il 19 dicembre dal Dipartimento delle pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, che, come il precedente, reca le insegne della Repubblica italiana e della Presidenza del Consiglio", denunciando come in questo caso "c'è l'aspirazione a coartare non soltanto le dichiarazioni delle autorità pubbliche, che dovrebbero rispondere alla Costituzione e non a un documento del Dipartimento delle pari opportunità, ma addirittura le autorità ecclesiastiche, la cui autonomia e libertà di espressione sono sancite, oltre che dall'articolo 21 della Costituzione, che vale per tutti, anche dagli articoli 7 ed 8 della stessa, che danno alle organizzazioni ecclesiastiche una loro indipendenza". "Sono tutte affermazioni ideologiche, e in particolare la teoria del gender è portata ai suoi estremi, una teoria del gender ultraradicale" continua Malan, evidenziando: "Si arriva a limiti ideologici che si sono conosciuti negli anni più bui delle più folli dittature, perché si piega la realtà all'ideologia. Per esempio, questo documento boccia come luogo comune la convinzione - nota bene: la convinzione, non il fatto - che un bambino abbia bisogno di una figura maschile e di una femminile (anche qui non facendo alcun conto di quello che prevede la legge) e non tollera neppure l'espressione - qui arriviamo alla follia - «adozione» nel caso di maternità surrogata (cioè di utero in affitto), in quanto espressione che nasce dal pregiudizio - scrive questo documento della Presidenza del Consiglio - secondo il quale la coppia omosessuale è sterile: dunque si bolla come, direi, peccato mortale - se il documento in esame non fosse totalmente antireligioso - il fatto di esprimere il convincimento, peraltro piuttosto fondato nella scienza, che i bambini nascano dall'unione tra un uomo e una donna".

Lucio Malan chiede quindi "quale sia la posizione della Presidenza del Consiglio, del Governo nel suo insieme e del MIUR perché dobbiamo stabilire se il Governo italiano è contro la Costituzione e contro la legge oppure ritiene di rispettare, nel testo vigente oggi e naturalmente in quello diverso che potrà vigere un domani, la Costituzione e la legge. - concludendo - Infatti, se ritiene di rispettare la Costituzione e la legge ritengo debba sospendere in ogni modo la diffusione di queste linee guida e strategie, proibirne la diffusione negli uffici pubblici, nelle scuole e in ogni altro ambito, censurare in modo molto energico il direttore dell'UNAR o chi per lui ha preso iniziative del tutto al di fuori delle proprie competenze e annullare questi documenti, affermando chiaramente che la Presidenza del Consiglio, e dunque il Governo italiano, non ha nulla a che fare con questo. Altrimenti vuol dire che si mette contro la Costituzione e contro la legge". A parlare a nome del governo il sottosegretario per l'istruzione, l'università e la ricerca Gabriele Toccafondi che prima di tutto rende noto come il MIUR non ha "ricevuto dalla Presidenza del Consiglio elementi completi ed esaustivi per una risposta integrata e coordinata, come dovere, rispetto alle interpellanze", chiarendo che in merito agli "opuscoli sull'educazione alla diversità, elaborati dall'istituto Beck, su incarico dell'UNAR" il MIUR "non è stato coinvolto né, tanto meno, è stato coinvolto per le successive fasi di programmazione della relativa diffusione nelle scuole" ritenendo "stigmatizzabile il fatto che una qualche forma di conoscenza di tale materiale (che è stato reso disponibile nel sito dell'istituto Beck), sia avvenuta senza che il Ministero dell'istruzione ne venisse informato". Malan replica che "una risposta come quella di oggi è chiaramente una non risposta" nonché "una presa in giro del Senato, tanto che anche la Presidenza di Palazzo Madama (presieduta da Maurizio Gasparri) considera "questo episodio increscioso, perché non ci si presenta di fatto senza alcun elemento nell'Aula del Senato".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: