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Tar Lazio annulla bocciatura di uno studente. PD: precedente pericoloso

Una recente sentenza del Tar del Lazio ha ha annullato la bocciatura di uno studente di un liceo classico romano che aveva riportato alcune pesanti insufficienze in matematica, fisice e storia dell'arte perché, spiegano i giudici, non sono così gravi visto che il ragazzo segue un percorso di studi "classico". Stupore e preoccupazione da parte di Simona Malpezzi, componente PD della commissione Cultura, che sottolinea: "Sentenza assurda, crea un precedente pericoloso".

Una recente sentenza del Tar del Lazio ha ha annullato la bocciatura di uno studente di un liceo classico romano che aveva riportato alcune pesanti insufficienze, come un 3 in matematica, un 4 in fisica e un 3 in storia dell’arte. Secondo i giudici del Tar del Lazio, che salgono letteralmente in cattedra al posto degli insegnanti, queste insufficienze a scuola non sarebbero così gravi da decretare una bocciatura perché lo studente segue un percorso di studi "classico". Secondo tale ragionamento, allora, non si comprende perché tali materie dovrebbero quindi essere inserite nel percorso di studi di un liceo classico. La questione principale risiede però nel fatto che sempre di più "la magistratura amministrativa (e non solo)" interviene "in un numero sempre maggiore di ambiti della vita sociale" come riflette Giovanni Belardelli sul Corriere della Sera, citando "il fenomeno che il politologo Alessandro Pizzorno ha definito come 'resa dell’autorità sociale alla legge' (Il potere dei giudici, Laterza)". Interviene nel dibattito anche la deputata del PD Simona Malpezzi, componente della commissione Cultura, che in una nota si domanda sconcertata: "Da quando i tribunali amministrativi si sostituiscono agli insegnanti nella valutazione finale di uno studente? - ed avverte - La notizia dell'annullamento da parte del Tar del Lazio della bocciatura di uno studente di un liceo classico che aveva riportato alcune pesanti insufficienze, crea un precedente pericoloso. Si tratta di una sentenza assurda che, da una parte, contribuirebbe a fomentare il gravissimo fenomeno di discredito sociale degli insegnanti e dall'altra creerebbe un grave precedente per cui, se una famiglia è scontenta, è sufficiente che faccia ricorso". Malpezzi prosegue: "A prescindere dalle argomentazioni, che appaiono risibili come il rimprovero del Tar agli insegnanti per non avere adeguatamente valutato la preparazione complessiva dello studente per cui un 3 in matematica e un 4 in fisica sarebbero meno gravi trattandosi di un liceo classico, un tribunale amministrativo non può sostituirsi agli insegnanti in una delle loro funzioni fondamentali come la valutazione degli studenti. Nel corso dell'anno scolastico non è, infatti, il tribunale amministrativo che segue gli allievi. Sono i docenti che hanno la responsabilità pedagogica dell'insegnamento". La deputata del PD prosegue: "Gli insegnanti vanno valorizzati e rimessi al centro del processo educativo invece di svilirli. Per questo la sentenza oltre a lasciare sgomenti desta notevole preoccupazione".

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