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Sindacati uniti contro la riforma della scuola 2015: sciopero 5 maggio

I sindacati, tutti uniti, proclamano uno sciopero generale per il 5 maggio contro la riforma della scuola. Finora, sembra che solo Matteo Renzi la cosideri "la buona scuola" visto che per Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda e i cinque delegati (Rsu) "il governo non è mai stato così lontano dalle esigenze della scuola e così lontano da quello che i lavoratori chiedono".

Il disegno di legge del governo Renzi sulla riforma della scuola finora ha raggiunto un solo obiettivo, quello di compattare docenti, dirigenti, Ata e sindacati che tutti insieme hanno deciso di scioperare il 5 maggio contro quella che a quanto pare solo il premier considera "la buona scuola". Lo sciopero generale del mondo della scuola è stato annunciato oggi in piazza SS. Apostoli e per la Flc Cgil "appare inevitabile". Per i segretari generali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda e i cinque delegati (Rsu) di scuola, infatti, "il governo non è mai stato così lontano dalle esigenze della scuola e così lontano da quello che i lavoratori chiedono". Ma la buona scuola di Renzi è pessima anche per precari, sia docenti che ATA, per i quali tutti sindacati chiedono "un piano di stabilizzazioni articolato e immediato che garantisca stabilità a chi da anni garantisce il funzionamento della scuola e la regolarità nella didattica e nella gestione". Anche per gli insegnanti di ruolo, però, la riforma della scuola così come è stata pensata dal governo Renzi non piace affatto, soprattutto per quanto riguarda "le incursioni della legge su materie che sono soggette a disciplina contrattuale, come le retribuzioni e la mobilità del personale". Da ricordare, inoltre, che i docenti di ruolo attendono il rinnovo del contratto da ormai 7 anni. Il segretario della CGIL scuola, Domenico Pantaleo, ha quindi evidenziato che è "inaccettabile la scelta del governo di non stralciare il Piano delle assunzioni dal disegno di legge, lasciando così migliaia di precari in una situazione di incertezza e di disperazione e ricattando il Parlamento sui tempi di discussione del provvedimento". Matteo Renzi, infatti, aveva promesso 150mila assunzioni da settembre 2015.

Molto duro anche l'intervento di Francesco Scrima, segretario generale CISL scuola, che commenta: "Quando si mette mano a questioni senza averne conoscenza e competenza, si finisce come l'apprendista stregone e si rischia di fare danni incalcolabili. Questo sta facendo Renzi sulla scuola. - e aggiunge - Non si cambia il sistema scolastico senza chi ci lavora, o peggio contro chi ci lavora. Insegnanti, personale ATA, dirigenti sono il motore della nostra scuola, sono la sua risorsa più preziosa. E' grazie a loro se la nostra scuola, ogni giorno, funziona e funziona bene pur tra mille difficoltà. Pretendere di cambiare la scuola senza partire dalla loro conoscenza dei problemi, dalla loro esperienza, dalla loro competenza è un grave atto di presunzione ed è anche la ragione per cui stiamo assistendo da mesi a proposte ogni volta diverse, spesso addirittura stravaganti, ma sempre ugualmente lontane da ciò che servirebbe davvero alla scuola per cambiare in meglio". Scrima avverte: "Questo governo non sta risolvendo alcun problema, anzi ne crea ogni giorno uno nuovo. Ha suscitato grandi attese con promesse che ora non riesce a mantenere; sta caricando di preoccupazioni e tensioni il mondo della scuola, ci propone un modello di autonomia fondato sulla competizione e non sulla cooperazione, rovesciando quello che affonda le sue radici nella nostra carta costituzionale; un modello che in questi anni ha faticato a camminare solo perché privato sistematicamente del necessario investimento di risorse. - ed assicura - Il sindacato è in campo per cambiare profondamente il disegno di legge in discussione alle Camere. Noi vogliamo che siano cancellate le parti del ddl che stravolgono senza criterio modalità di reclutamento, mobilità e gestione del personale, riconsegnandole alla loro sede legittima che è quella contrattuale; vogliamo che professionalità, collegialità e partecipazione siano valori riconosciuti e non disattesi e mortificati. Vogliamo stabilità del lavoro, risorse di organico certe e adeguate per le nostre scuole".

Critica anche la UIL scuola che chiede particolari garanzie per le assunzioni, poiché all'articolo 12 del disegno di legge, quello che riguarda i precari, invece di dare stabilità, dice 'poiché la Corte europea non vuole che si continui con i contratti reiterati', i precari della scuola, quelli che lavorano già da anni e anni con contratti precari, non verranno assunti ma licenziati, in modo da evitare di reiterare i contratti. La UIL scuola chiede quindi che questo articolo venga tolto dal disegno di legge, e dice ugualmente no alle norme che prevedono un dirigente con i super poteri e a quelle che intervengono su retribuzione, orario, progressione economica poiché così gli insegnanti e il personale della scuola, sarebbero gli unici senza regolamentazione per contratto del rapporto di lavoro.

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