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Sentenza Corte Giustizia europea: anche per precari seconda e terza fascia

Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas, sottolinea che la sentenza della Corte di Giustizia europea riguarda circa "300mila" precari della scuola, tra docenti ed Ata, riguarda non solo iscritti nelle Graduatorie ad esaurimento (GAE) ma anche i precari di seconda fascia sia quelli di terza fascia.

Dopo la sentenza della Corte europea sui precari della scuola esulta anche il Cobas, con il suo portavoce nazionale Piero Bernocchi ammette: "Per una volta possiamo dire senza tema di smentite: viva l’Europa, o più precisamente, viva la Corte di giustizia europea che oggi - per bocca del suo presidente sloveno Marko Ilesic - ha deciso, ridicolizzando il nostrano MIUR e i governi italici di tutti i colori che hanno consentito la lunghissima illegalità, che i contratti precari per i docenti ed Ata italiani sono illegittimi". In una nota, Bernocchi del Cobas precisa infatti: "Questa storica sentenza impone che i precari della scuola che hanno almeno tre anni (trentasei mesi) di lavoro scolastico debbano essere assunti o risarciti nel caso abbiano smesso di lavorare nella scuola o non siano interessati a rimanerci: e il risarcimento deve riguardare anche gli scatti di anzianità". Il Cobas evidenzia che la sentenza della Corte di Giustizia europea riguarda circa "300mila" precari della scuola, tra docenti ed Ata, aggiungendo: "Comunque almeno il doppio di quelli delle Graduatorie ad esaurimento che dovrebbero essere assunti da settembre 2015 secondo gli impegni del governo, e riguarda sia i precari di seconda fascia sia quelli di terza fascia". Della stessa opinione anche la UIL scuola e la FLC CGIL che invitano il governo a "stabilizzare tutti i precari e non solo quelli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento (GAE)". Piero Bernocchi aggiunge: "E' vero che in alcune precedenti occasioni i governi hanno preferito pagare le multe (e in questo caso anche i risarcimenti) che ottemperare alle decisioni della Corte europea o della Consulta italiana, e che dunque le procedure legali da avviare rapidamente andranno accompagnate anche da una mobilitazione permanente dei precari affinché da settembre 2015 essi/e possano essere tutti/e lavoratori/trici stabili nella scuola. Ma stavolta sarà molto difficile sfuggire ad una pesantissima condanna europea".

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