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Sentenza Corte Giustizia europea, UIL: assumere anche precari non GAE

Dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea, che condanna di fatto l'Italia a procedere alle 250mila assunzioni tra i precari della scuola, la UIL esorta il governo Renzi a priocedere "all'immissione in ruolo su tutti i posti disponibili compresi coloro che li occupano, pur non essendo nelle graduatorie permanenti ad esaurimento (GAE)",

Dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea, che condanna di fatto l'Italia a procedere alle 250mila assunzioni tra i precari della scuola, la UIL esorta il governo Renzi a fare "l'unica cosa necessaria: immissione in ruolo su tutti i posti disponibili compresi coloro che li occupano, pur non essendo nelle graduatorie permanenti". Invito rivolto all'esecutivo a guida PD anche dalla FLC CGIL, che chiede di "dare immediata attuazione alla sentenza stabilizzando tutti i precari e non solo quelli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento (GAE)". Commentando la sentenza della Corte di Giustizia europea sui precari della scuola, la UIL sottolinea infatti come questa vada a confermare "la miopia di una gestione del personale chiusa nelle stanze dei ministeri, tutta attenta al risparmio, anziché al rispetto dei diritti dei lavoratori e alla priorità della continuità didattica e dei servizi- avvertendo - La questione precariato rimane esplosiva; il governo recuperi il valore del confronto con il sindacato". Per questo motivo, la Uil Scuola anticipa che sta già "predisponendo con l'ufficio legale una iniziativa per la tutela di coloro che si trovano nelle condizioni richiamate dalla sentenza della Corte di Giustizia europea".

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