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Scuole chiuse Roma? No, ma senza docenti rischio incolumità dei minori

A Roma le scuole rimarranno aperte, e non chiuse come sembrava di capire dall'ordinanza emessa dal sindaco Gianni Alemanno, ma gli istituti "non potranno contare sui docenti neppure per la vigilanza" e ciò "espone i minori a rischi gravi per la propria sicurezza".

Nonostante da giorni la neve sembra dover scendere anche a Roma, finora sulla città eterna è caduta solo pioggia. Nonostante questo, anche a causa di un bollettino metereologico della Protezione Civile che prevede neve a Roma entro questa notte, e nella mattinata di sabato 4 febbraio, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha emesso una ordinanza dove dispone "la sospensione dell'attività didattica per i giorni 3 febbraio e 4 febbraio 2012, degli asilo nido, delle scuole dell'infanzia, delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo e secondo grado insistenti nel territorio di Roma Capitale". A Roma, quindi, scuole chiuse per due giorni?. E' questo il dubbio venuto alla mente di molti genitori e insegnanti, anche se sempre nell'ordinanza si precisa che "le Autorità scolastiche/educative nell'ambito della loro autonomia gestionale, sono tenute a garantire l'apertura degli edifici scolastici, operando nel modo più attivo possibile per ridurre disagi all'utenza, accogliendo comunque tutti i bambini e gli studenti che si presentano a scuola". In poche parole, il Comune di Roma ha disposto solo l'interruzione del programma scolastico, e nessun obbligo di giustificazione per i ragazzi eventualmente non presenti in aula.
Una ordinanza che ha creato non poco caos nella Capitale, tanto che l'ANP Lazio (Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola) ha inviato al sindaco di Roma Gianni Alemanno una lettera di protesta, dove rileva che l'ordinanza "innesca una situazione di grave ed oggettivo pericolo, nonché di responsabilità per i capi di istituto".
L'ANP fa infatti presente che "il personale docente – in base alle norme contrattuali che ne regolano la prestazione – non è tenuto a recarsi a scuola durante i periodi di sospensione delle attività didattiche. E quindi, domani e sabato, le scuole 'sono tenute ad accogliere comunque tutti i bambini e gli studenti che si presentassero a scuola', ma non potranno contare sui docenti neppure per la vigilanza".
Il problema, in definitiva, è che "in tale situazione i dirigenti delle scuole non potranno garantire l'incolumità dei minori che venissero loro affidati, non disponendo della facoltà di 'precettare' i docenti al di là dei loro obblighi contrattuali" precisa l'ANP, che aggiunge: "Oltre a determinare un intollerabile scarico di responsabilità sulle loro persone, questo espone gli stessi minori a rischi gravi per la propria sicurezza".
Per questo motivo l'ANP chiede al sindaco di Roma Gianni Alemanno di "emendare ed integrare il testo dell'ordinanza in questione, disponendo la pura e semplice 'chiusura' delle scuole, che così saranno legittimate a non accogliere studenti dei quali non possono garantire la sicurezza".
L'ordinanza in realtà non è stata né emendata né integrata, e il Campidoglio risponde semplicemente che "i professori sono tenuti a recarsi al lavoro, come ogni altro giorno, anche per assicurare il controllo dei ragazzi che eventualmente domani e sabato si recheranno comunque a scuola", come riporta una nota dell'assessorato alla famiglia del Campidoglio.
Insomma, sembra quindi di capire che sarà al "buon cuore" del personale docente recarsi regolarmente a scuola per assicurare le doverose tutele ai minori.

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