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Sciopero scuola 5 maggio 2015, Camusso: governo non assumerà 100mila precari

Sono tante le organizzazioni sindacali e non che hanno aderito allo sciopero del 5 maggio 2015 contro la riforma della scuola. Susanna Camusso, segretario della CGIL, avverte inoltre che "la verità è che il governo non è in condizioni di fare le 100mila assunzioni di precati per l'inizio dell'anno".

Il mondo della scuola si prepara a scendere in piazza ed a scioperare. I sindacati, uniti, hanno infatti proclamato per il 5 maggio uno sciopero generale per protestare contro al riforma della scuola. Domenico Pantaleo, segretario della FLC CGIL, denuncia infatti che "l'intenzione del Presidente del Consiglio di non stralciare dal disegno di legge il Piano delle assunzioni dei precari conferma il tentativo di restringere i tempi della discussione parlamentare e la volontà di impedire una modifica radicale dell'impianto autoritario e regressivo del disegno di legge sulla scuola. - aggiungendo - Alle dichiarazioni di apertura ai cambiamenti dei contenuti non corrispondono decisioni conseguenti e anzi vengono confermati tutti i punti inaccettabili". Pantaleo avvisa infatti che "non basteranno piccoli aggiustamenti a un provvedimento che demolisce ulteriormente la scuola pubblica".

Sono tante le organizzazioni che hanno aderito allo sciopero della scuola del 5 maggio, tra cui per esempio l'Agenquadri (Associazione Generale Quadri, Professionisti e Alte Professionalità) che ricorda a Matteo Renzi che "la scuola appartiene a famiglie e studenti, e sarebbe bello se nel ddl fossero previsti ruoli di maggiore protagonismo per entrambi" perché "la differenza tra una stanza piena di bambini (o ragazzi) e una classe scolastica è data dalla presenza di un'insegnante. - aggiungendo - Se la scuola non è anche degli insegnanti e di tutto il personale che vi lavora, allora non può essere una buona scuola". Aderiscono alla sciopero anche i lavoratori co.co.co ex LSU assimilati ATA (Felsa CISL, NidiL CGIL, UIL Temp) ricordando sempre che una buona scuola "si realizza anche assicurando certezza di reddito a tutte quelle persone che ormai da anni svolgono ruoli essenziali e strutturali nelle istituzioni scolastiche". Il Manifesto dei 500 racchiude invece genitori ed insegnanti, avvertendo che se passasse la riforma del governo nella scuola "subentrerebbe un clima irrespirabile di competizione, arrivismo, sudditanza nei confronti dei dirigenti scolastici, assenza di diritti, con scuole ricche per i ricchi e povere per i poveri, nelle quali le tendenze ideologiche, pedagogiche e politiche di pochi schiaccerebbero la libera cultura". "L'attacco alla Scuola pubblica è perfettamente in linea con quello contro l'Università, in corso da anni, e che ha come deliberato obiettivo quello di cancellare l'idea stessa di un'Università di qualità, democratica, aperta a tutti e diffusa nel Paese" denunciano invece le Organizzazioni universitarie che aderiscono allo sciopero del 5 maggio. Persino il Coordinamento Nazionale Medici ha deciso di scendere in piazza perché "il MIUR ha fallito nel suo compito di garantire la formazione pubblica, libera e democratica, a tutti i cittadini".

Per quanto riguarda le assuzioni di 100mila precari promessi da Matteo Renzi, Susanna Camusso è chiara: "La verità è che il governo non è in condizioni di farle per l'inizio dell'anno. E ha posto criteri assai discutibili che dividono in modo arbitrario i precari". In una intervista a La Repubblica, il segretario della CGIL sottolinea che dalla riforma "emerge una scuola che non ha più una funzione di carattere generale, che non punta più a formare cittadini con spirito critico. E' una scuola elitaria, non di tutti. - domandando - Le risorse che ci sono, peraltro scarse, vanno a chi primeggia e delle scuole di Scampia o dello Zen di Palermo che ne facciamo?".

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