le notizie che fanno testo, dal 2010

Scattone rinuncia alla cattedra, non sarebbe una "buona scuola"

Non sarebbe una "buona scuola" per Giovanni Scattone, e così dopo le molte polemiche l'ex assistente di filosofia del diritto condannato per l'omicidio di Marta Russo ha deciso di rinunciare alla cattedra ottenuta grazie alla riforma Giannini nell'Istituto professionale Einaudi di Roma. Giovanni Scattone fa sapere infatti: "La mancanza di serenità mi induce a rinunciare all'incarico per rispetto degli alunni".

Non sarebbe una buona scuola per Giovanni Scattone, e così dopo le molte polemiche l'ex assistente di filosofia del diritto condannato per l'omicidio di Marta Russo ha deciso di rinunciare alla cattedra ottenuta grazie alla riforma Giannini nell'Istituto professionale Einaudi di Roma. Giovanni Scattone fa sapere infatti: "La mancanza di serenità mi induce a rinunciare all'incarico per rispetto degli alunni che mi sono stati affidati. - aggiungendo - Ho sempre ritenuto che per essere un buon insegnante si debba, anzitutto, essere una persona serena. Oggi, in ragione di queste polemiche, non ho più la serenità che mi ha contraddistinto nei dieci anni di insegnamento quale supplente, anni caratterizzati da una mia grande soddisfazione anche e soprattutto legata al costruttivo rapporto instauratosi con alunni e genitori".
Scattone prosegue: "Con grande dolore e amarezza ho preso atto delle polemiche che hanno accompagnato la mia stabilizzazione nella scuola con conseguente insegnamento nell'ormai imminente anno scolastico. Il dolore e l'amarezza risiedono nel constatare che, di fatto, mi si vuole impedire di avere una vita da cittadino 'normale'. - ribadendo - La mia innocenza, sempre gridata, è pari al rispetto nei confronti del dolore della famiglia Russo. Ho rispettato, pur non condividendola, la sentenza di condanna. Quella stessa sentenza mi consentiva, tuttavia, di insegnare. Ed allora sarebbe stato da Paese civile rispettare la sentenza nella sua interezza".
"Se la coscienza mi dice, come mi ha sempre detto, di poter insegnare - chiarisce - la mancanza di serenità mi induce a rinunciare all'incarico per rispetto degli alunni che mi sono stati affidati". Scattone quindi conclude: "E così questo Paese mi toglie anche il fondamentale diritto al lavoro. Dopo la tragedia che mi ha colpito solo la speranza mi ha dato la forza di andare avanti. - sottolineando infine - Anche oggi vivrò con la speranza che un giorno la parte sana di questo Paese, che pure c'è ed è nei miei tanti ex alunni che in questi giorni mi sono stati vicini e nella gente comune che mi ha manifestato tanta solidarietà, possa divenire maggioranza".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: