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Riforma scuola, stop TFA e PAS: cambia abilitazione e status giuridico docenti

Nelle linee guida della riforma della scuola viene anticipata l'idea di creare un'unica procedura di abilitazione, in sostituzione dei TFA e dei PAS, oltre che della laurea magistrale. L'abilitazione sarà a numero chiuso e previo tirocinio nella scuola. Tra le proposte del governo, anche l'approvazione di un nuovo status giuridico dei docenti.

Le linee guida della riforma della scuola prevedono anche un nuovo metodo per arrivare all'abilitazione degli insegnanti. L'idea proposta dal governo Renzi è che dopo il nuovo concorso scuola, il cui bando dovrebbe uscire nei primi mesi del 2015, ci sia un'unica procedura di abilitazione, in sostituzione dei TFA e dei PAS, oltre che della laurea magistrale.
Ecco cosa viene proposto nelle linee guida della riforma della scuola.
La nuova procedura di abilitazione dovrebbe essere basata sulla combinazione di due "momenti". Il primo momento riguarderà la formazione vera e propria, e quindi il periodo universitario. Gli ordinamenti universitari dovranno realmente far sì che chi aspira a diventare docente possa iscriversi, nel proprio ramo di specializzazione – ad esempio lettere, matematica e scienze, ecc. – ad un biennio specialistico improntato alla didattica, a numero chiuso (cui si potrà accedere attraverso selezione rigorosa per esame e per titoli). Il numero chiuso determinerà infatti il contingente e creerà quindi un canale di abilitazione legato al fabbisogno reale, evitando così di tornare a creare in futuro nuove folle di precari. Il secondo momento consisterà – per coloro che, avendo con successo frequentato il biennio, avranno conseguito una laurea "quasi-abilitante" – in un semestre di tirocinio a scuola. L'aspirante docente otterrà l'abilitazione, al termine del periodo di tirocinio, solo se riceverà una valutazione positiva da parte della scuola. Nel caso di valutazione negativa, potrà ripetere il tirocinio una seconda volta, in un’altra scuola. Nel caso in cui anche questa seconda volta non dovesse andare bene, il tirocinante avrà comunque conseguito la laurea, che potrà spendere in altri ambiti professionali.

Una volta abilitati, gli aspiranti insegnanti per ssere assunti non entreranno in una graduatoria ad esaurimento, che sarà abolita come da progetto il prossimo anno con l'assunzione a settembre 2015 di circa 150mila "precari" storici della I fascia, ma dovranno vincere un concorso scuola. Una volta assegnata una cattedra, i docenti dovranno quindi seguire una formazione realmente obbligatoria. Si ipotizza quindi la creazione di un sistema di Crediti Formativi (CF) da raggiungere ogni anno per l'aggiornamento e da legare alle possibilità di carriera e alla possibilità di conferimento di incarichi aggiuntivi. Ma, come si legge nelle linee guida della riforma della scuola, lo Stato chiede agli insegnanti di non accontentarsi delle prospettive di carriere fondate sul mero dato dell'anzianità. Il governo Renzi intende infatti ripensare la carriera dei docenti, per introdurre elementi di differenziazione basati sul riconoscimento di impegno e di meriti. Di conseguenza, bisognerà approvare un nuovo status giuridico dei docenti, che consenta incentivi economici basati sulla qualità della didattica, la formazione in servizio, il lavoro svolto per sviluppare e migliorare il progetto formativo della propria scuola. Infine, ripensare anche il trattamento economico e la progressione di carriera, nonché la mobilità.

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