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Riforma scuola: Renzi non vede "urgenza" su assunzioni precari entro 2015

La sentenza della Corte di Giustizia europea ha condannato l'Italia ad assumere tutti i precari della scuola con anzianità maggiore a 36mesi di insegnamento. Nell'unica volta però che c'è "l'urgenza" di un provvedimento, Matteo Renzi sceglie la strada del disegno di legge e non quella del decreto.

Matteo Renzi, dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea, aveva promesso entro settembre 2015 l'assunzione di tutti i precarti della scuola, con numeri che variano dai 150mila ai 230mila. Il provvedimento era atteso per ieri, ma a sopresa il governo ha deciso che non prenderà la strada del decreto ma del disegno di legge, paradossalmente l'unica volta in cui "l'urgenza" esisteva davvero. Matteo Renzi passa infatti la palla al Parlamento, a cui forse scaricherà anche la colpa se non riuscirà a legiferare in pochi mesi una riforma attesa da decenni. Unica cosa certa, finora, è che martedì 10 marzo il Consiglio dei Ministri varerà un ddl delega, mentre per il momento il governo ha solo dettato alcune linee guida che dovranno essere seguite dai legislatori. Tra queste, un piano per 105mila immissioni in ruolo entro settembre 2015 (90mila delle graduatorie ad esaurimento e 12mila vincitori idonei del 'concorsone' Profumo del 2012). A queste assunzioni potrebbero poi aggiungersene altre 75mila divisi in 15mila precari iscritti alle liste d'istituto (per i quali prevedere un contratto ponte di un anno e una corsia preferenziale per il prossimo bando di concorso) e 60mila docenti da individuare con un nuovo concorso scuola da bandire a settembre 2015.

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