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Riforma scuola 2015, Flc Cgil: non risolve precarietà docenti e personale ATA

La riforma della scuola 2015 approvata dal governo Renzi "demolisce ulteriormente la scuola pubblica, cancella diritti e libertà, non risolve il problema della precarietà per docenti e personale ATA e riduce gli spazi di democrazia e partecipazione" denuncia Domenico Pantaleo della Flc Cgil.

"Oggi è stata scritta un'ulteriore pagina nera per la nostra democrazia" afferma in una nota Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL, commentando l'approvazione della riforma della scuola 2015.
"Il Governo, in modo arrogante e autoritario, ha imposto l'approvazione di una legge che accentua le disuguaglianze sociali e territoriali, demolisce ulteriormente la scuola pubblica, cancella diritti e libertà, non risolve il problema della precarietà per docenti e personale ATA e riduce gli spazi di democrazia e partecipazione. - denuncia la Flc Cgil - Molte norme contenute nella legge sono di dubbia costituzionalità e anche questo aspetto andrebbe attentamente valutato prima della promulgazione della legge".
Il sindacato precisa quindi che "questo Governo è lontano anni luce dai problemi veri della scuola e non ha voluto aprire alcun confronto con le tante lavoratrici e lavoratori, studenti, famiglie, sindacati e associazioni che hanno presentato, con tantissime mobilitazioni, importanti e dettagliate proposte, dimostrando così di essere forza maggioritaria nel respingere i contenuti della legge. - aggiungendo - Con questa legge si dà un colpo di grazia alla scuola di massa e si finisce per garantire un'istruzione di qualità solo ai figli dei ceti più ricchi, lasciando a tutti gli altri l'accesso ad un sapere minimale e un inserimento precoce nel mondo del lavoro, ammesso che quel lavoro ci sia".
Domenico Pantaleo anticipa quindi che "la mobilitazione continuerà con tutti i mezzi possibili per contrastare l'applicazione di una legge che riporta indietro il sistema di istruzione del nostro Paese, negando giustizia sociale e democrazia".

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