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Riforma della scuola, Flc Cgil: idee Giannini come quelle della Gelmini

Il 29 agosto il CdM traccerà le linee guida dell'ennesima riforma della scuola. Tra le indiscrezioni che trapelano sulla riforma della scuola, quelle che vorrebbero stage degli studenti in aziende e quelle che riguardano il contratto di lavoro, con scatti di anzianità ridimensionati, ma anche nuovi metodi di abilitazione e inserimento solo attraverso un concorso scuola (il prossimo forse già nel 2015). Ma i sindacati sono già sul piede di guerra.

Il 29 agosto, durante il Consiglio dei MInistri, verranno dettate le linee guide dell'ennesima riforma della scuola, con il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini che anticipa per il momento che sicuramente verrà cambiato il metodo di assegnazione delle supplenze. Tra le indiscrezioni che trapelano sulla riforma della scuola, quelle che vorrebbero stage degli studenti in aziende e istituzioni nonché il coinvolgimento a scuola di piccole imprese, musei, siti culturali ma anche quelle che riguardano il contratto di lavoro, con scatti di anzianità ridimensionati e formazione permanente obbligatoria. A mettere in asia gli aspiranti insegnanti soprattutto le nuove forme di reclutamento, visto che il MIUR starebbe pensando di concedere l'abilitazione solo dopo la laurea magistrale (3+2) e un anno di tirocinio in classe, mentre sembrano essere destinate a sparire le graduatorie di istituto (467mila iscritti). L'obiettivo, infatti, è far entrare i docenti nel mondo della scuola solo dopo aver vinto un concorso, e il prossimo potrebbe essere bandito già nel 2015.

Ma i sindacati sono già sul piede di guerra. La Flc Cgil commenta: "Se le linee di indirizzo sulla scuola dovessero corrispondere all’intervento del Ministro Giannini al meeting di Comunione e Liberazione non ci sarebbe nulla di nuovo rispetto alle impostazioni fallimentari della ex ministra Gelmini. - e specifica - Non sono chiare le risorse disponibili, non c’è alcun impegno per il rinnovo del contratto nazionale, si intende togliere salario a tutti con il superamento degli scatti per dare soldi a pochi utilizzando il vecchio progetto dell’Aprea, si vuole piegare la scuola pubblica alle logiche delle imprese e del mercato, si vogliono dare più soldi alle scuole paritarie mentre le autonomie scolastiche sono senza risorse e tante famiglie non sono più in grado di sostenere i costi per fare studiare i figli, non c’è alcun progetto per stabilizzare gli organici e riformare il reclutamento superando il precariato". Al contrario del ministro Giannini, per la Flc Cgil infatti i "punti di partenza" per una riforma della scuola sono "elevazione dell’obbligo scolastico a 18 anni, investimenti aggiuntivi, superamento del precariato, diritto allo studio e rinnovo del contratto nazionale", avvertendo: "Siamo pronti al confronto ma deve essere chiaro che non subiremo passivamente scelte che dovessimo ritenere sbagliate". Anche Massimo Di Menna di Uil Scuola chiarisce che per una seria riforma della scuola "un primo segnale di attenzione è inserire nella legge di stabilità un investimento finanziario che riporti la spesa dell'istruzione a livelli europei" mentre "la seconda è dare centralità alla figura dell'insegnante" poiché "va riconosciuto valorizzato e sostenuto il lavoro del docente. Il contratto è fermo da anni e quindi il governo deve intervenire per aprire un negoziato per il suo rinnovo per il triennio 2015-2017".

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