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Riforma della scuola 2015: cosa prevede. Docenti: Mattarella non firmi

Via libera definitivo della Camera alla riforma della scuola 2015. Gli insegnanti si appellano direttamente a Sergio Mattarella affinché "non firmi la legge di riforma della scuola". Ecco cosa prevede in breve: dalle assunzioni al concorso scuola, alla chiamata diretta dei presidi alla detraibilità dalle tasse.

Via libera definitivo della Camera alla riforma della scuola, con 277 voti a favore, 173 contro e 4 astenuti. Tra i banchi del PD solo 4 della minoranza ha votato contro. Su Facebook Matteo Renzi elenca quelli che ritiene essere i successi del suo governo, scrivendo: "L'Italia prosegue nel più grande sforzo di riforme strutturali della storia repubblicana. Dopo la legge elettorale, il Jobs Act, l'abbassamento delle tasse (80 euro e costo del lavoro), la responsabilità civile dei magistrati, l'anticorruzione, la cooperazione internazionale, l'autoriciclaggio con gli accordi con la Svizzera e il Vaticano, il divorzio breve, gli ecoreati, l'art bonus, le Province e molto altro ancora, oggi altri due passi in avanti, abbiamo infatti approvato la scuola (100 mila assunzioni, più merito, più autonomia) e incardinato la pubblica amministrazione alla Camera per il rush finale. - anticipando - Adesso focus su fisco e riforme costituzionali verso il referendum del 2016". Nonostante l'euforia del Presidente del Consiglio, davanti a piazza Montcitorio sono centinaia i docenti che manifestano contro quella che loro non cosiderano affatto una "buona scuola". Gli insegnanti si appellano direttamente a Sergio Mattarella affinché "non firmi la legge di riforma della scuola".

Riforma della scuola 2015: cosa prevede in breve.

Tra le novità delle riforma della scuola l'assunzione di 100mila precari attraverso le graduatorie a esaurimento e quelle di merito (vincitori e idonei concorso 2012). I docenti occuperanno i posti vacanti e disponibili in organico di diritto (circa 48mila) e posti di potenziamento (oltre 50mila) e aranno assunti entro settembre 2015. Da questo momento in poi, quindi, verranno di fatto abolite le graduatorie e si verrà assunti solo se vincitori di concorso. Il bando del prossimo concorso scuola dovrebbe uscire il 1 dicembre 2015.
La riforma della scuola aumenta inoltre il potere dei presidi che dovranno essere i promotori del Pof (Piani dell'offerta formativa) e dal 2016 potranno scegliere i docenti attraverso una "chiamata diretta" che avverrà all'interno di ambiti territoriali predisposti dagli Uffici Scolastici Regionali.
Diventa obbligatoria la formazione in servizio, finanziata con uno stanziamento strutturale di 40 milioni di euro l'anno.
Alternanza scuola-lavoro, invece, per gli studenti con almeno 400 ore nell'ultimo triennio dei tecnici e professionali e 200 in quello dei licei.
Introdotta anche la detraibilità dalle tasse delle spese sostenute dalle famiglie i cui figli frequentano una scuola paritaria mentre chi farà donazioni a favore delle scuole avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi.

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