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Quota 96, Flc Cgil: prevalsi interessi delle burocrazie ministeriali

La Flc Cgil definisce una "palese ingiustizia" lo stop al provvedimento sui quota 96, vicenda che "conferma che l'unica logica del governo rimane quella della drastica riduzione di spesa". Il sindacato commenta: "Alla faccia di tutta le retorica sui giovani e la centralità della scuola".

La Flc Cgil definisce una "palese ingiustizia" la "decisione del governo di stralciare dal decreto legge sulla pubblica amministrazione l'emendamento per risolvere la vicenda del personale della scuola di quota 96", anche perché, sottolinea il sindacato, "la copertura finanziaria era del tutto irrisoria e i benefici sarebbero stati ampiamente maggiori rispetto ai costi". La CGIL scuola denuncia quindi come ancora una volta a prevalere sono "gli interessi e le logiche delle burocrazie ministeriali sulla funzione della politica nel garantire giustizia e equità", gli stessi forse che il deputato del PD, Francesco Boccia, ha definito "giochetti di palazzo". La Flc Cgil ricorda quindi che con lo stop al provvedimento sui quota 96 "si blocca la permanenza a scuola di insegnanti e personale ATA che per effetto della devastante riforma Fornero non hanno potuto accedere alla pensione, al termine dell'anno scolastico 2011/2012, pur avendo maturato i requisiti. Si ritarda di molti anni il pensionamento di quelle persone e non si consentono ulteriori 4mila immissioni in ruolo. - aggiungendo - Alla faccia di tutta le retorica sui giovani e la centralità della scuola". Il sindacato di categoria conclude evidenzia quindi di non intravedere "alcun cambio di passo del governo sulla scuola pubblica e la vicenda di quota 96 conferma che l'unica logica rimane quella della drastica riduzione di spesa".

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