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Province: scuole a rischio apertura causa patto di stabilità e tagli

Le Province lanciano un nuovo grido d'allarme, con l'UPI che avverte: "Con i tagli della spending review non penso che saremo in grado di garantire l'apertura di tutte le scuole". Inoltre, a rendere più difficile la situazione ci sono i vincoli del Patto di stabilità interno, che l'UPI chiede di allentare almeno relativamente agli interventi per l'edilizia scolastica.

"I tagli alle Province sono assolutamente insostenibili" è il grido d'allarme che lancia l'Unione delle Province italiane (UPI), oggi come ieri. Anzi, come l'anno scorso, quando l'UPI faceva notare che la metà delle Province rischiava di andare "in dissesto" a causa dei tagli imposti dalla spending review, varata dal governo Monti. Oggi, l'UPI avverte che la situazione non potrà essere a lungo tamponata, chiarendo che "a causa dei tagli imposti e degli obiettivi di patto di stabilità, che stanno azzerando la capacità di programmazione in opere e infrastrutture, le Province sono state costrette a ridurre gli impegni di spesa per investimenti nelle scuole", fissati inizialmente per il 2013 a 727.894.774 euro mentre potranno essere portati a compimento solo per un ammontare di 212.080.789 euro. Nel corso di una conferenza stampa, Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino e dell'UPI, avverte quindi: "Con i tagli della spending review non penso che saremo in grado di garantire l'apertura di tutte le scuole medie superiori. - aggiungendo - In particolare, se non ci sarà la possibilità finanziaria di fare in estate i lavori che le procure ci richiedono per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, e circa il 7-8% delle scuole non potranno essere aperte".

Saitta sottolinea come "le Province sono state responsabili e in questi anni hanno fatto la loro parte nonostante i pesanti tagli di risorse subiti. Ma nell'agenda politica dei governi che si sono succeduti come in quella dei Parlamenti, la scuola e l'edilizia scolastica non sono state considerate una priorità per il Paese". Le Province chiedono quindi al governo Letta:
- la riduzione del taglio alle Province di 400 milioni di euro per il 2013;
- l'esclusione dai vincoli del Patto di stabilità interno relativamente agli interventi per l'edilizia scolastica, per assicurare la manutenzione ordinaria e garantire nell'immediato la ripresa degli investimenti in opere e infrastrutture;
- la previsione di un Piano triennale straordinario per Province e Comuni di almeno 1 miliardo di euro l'anno per la messa in sicurezza degli edifici e per gli interventi di ammodernamento della scuola secondaria superiore che superi il concetto dell'emergenza per quello della programmazione che consenta, attraverso procedure snelle, un intervento tempestivo da parte dell'ente locale e una reale programmazione territoriale.

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