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Presidi, sit-in sotto il MIUR: a rischio oltre 2mila euro annui di stipendio

L'ANP, che rappresenta i dirigenti scolastici come i presidi, ha organizzato questa mattina una manifestazione sotto il MIUR per dire "basta agli interventi unilaterali sulle retribuzioni" e per denunciare che "il Ministero dell'Economia, attraverso l'Ufficio Centrale di Bilancio presso il MIUR, pretende di sottrarre dal loro Fondo per la retribuzione di posizione e di risultato oltre 16 milioni di euro". I presidi avvisano: "a rischio oltre duemila euro annui a testa di stipendio".

Sit-in dell'ANP, che rappresenta i dirigenti scolastici come i presidi, questa mattina sotto la sede del MIUR che "dice basta agli interventi unilaterali sulle retribuzioni". In una nota del 10 gennaio, l'ANP (Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola) denuncia che "il pasticcio dei 150 euro mensili" sarebbe stato risolto mettendo ancora una volta mano al MOF con "conseguenze sia sui carichi di lavoro del personale che sulla qualità della scuola" come chiarisce che la FLC CGIL che ha deciso di "non conciliare" con il MIUR e annuncia prossime "iniziative di mobilitazione" per "cambiare i contenuti del decreto legge e per tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori". L'ANP sottolinea quindi come questa sia "l'ennesima riprova della disinvoltura ed anche dell'arroganza con cui ormai il Ministero dell'Economia si muove rispetto alla retribuzione dei lavoratori della scuola: come se si trattasse di un'elargizione sovrana e non di somme contrattate sulla base di accordi bilaterali", ricordando che "da oltre sei mesi è aperta per i dirigenti scolastici una vertenza per certi versi simile a quella che riguarda docenti ed ATA. - e spiega - L'Ufficio Centrale di Bilancio (emanazione del MEF presso il MIUR) pretende unilateralmente di applicare al Fondo Unico Nazionale per la retribuzione di posizione e di risultato una modalità di calcolo non prevista da alcuna norma di legge, ma che risulta più penalizzante per la categoria di quella concordata al tavolo contrattuale, con la firma anche del MIUR". L'associazione chiarisce quindi che "la conseguenza è che, se tale posizione sarà imposta con atto datoriale, i dirigenti scolastici rischiano di rimetterci oltre duemila euro annui a testa".

L'ANP chiede quindi al ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza un incontro urgente e nel contempo organizza la mobilitazione di oggi sotto il MIUR, per protestare contro il fatto che "il Ministero dell'Economia, attraverso l'Ufficio Centrale di Bilancio presso il MIUR, pretende di sottrarre dal loro Fondo per la retribuzione di posizione e di risultato oltre 16 milioni di euro, che sono risorse già appartenenti alla categoria ed all'Area contrattuale di riferimento (in quanto parte della retribuzione dei dirigenti andati in pensione). E lo fa sulla base di una propria lettura unilaterale di una norma del 2010, che nulla diceva in merito". L'ANP sottolinea: "Ai docenti si è rinunciato a chiedere pur se una norma, aberrante, diceva il contrario; ai dirigenti si sottrae per via amministrativa, nel silenzio di ogni norma che lo prescriva. E nella disattenzione delle forze politiche".

I dirigenti scolastici chiedono quindi che:
- sia reintegrato il Fondo per la retribuzione di posizione e di risultato con le somme (oltre 16 mln euro) che il MEF pretende arbitrariamente di sottrarre tramite un cavillo privo di supporto giuridico. Sono risorse nostre, maturate secondo le regole esistenti relative alla RIA dei dirigenti pensionati, e non elargizioni dell'Erario;
- siano sbloccati i 5 milioni di euro che l'Amministrazione si era impegnata a stanziare già nel 2010, all'atto della firma del Contratto di lavoro e prima del blocco delle retribuzioni. Quelle somme, che dovevano essere destinate ad un avvio di perequazione retributiva nei confronti dei dirigenti più giovani, non sono mai state erogate, ponendo in essere una ulteriore clamorosa violazione delle regole scritte;
- siano immediatamente congelate le procedure di recupero forzoso per diverse migliaia di euro che l'Amministrazione sta conducendo in danno di ciascuno dei dirigenti della Campania e della Sardegna. In quest'ultimo caso, in particolare, in dispregio dell'intesa firmata a marzo 2010 presso il MIUR ed alla quale tutti gli altri Uffici Regionali si erano attenuti.

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