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Melissa Bassi e Veronica Capodieci: il ricordo e la rabbia

Melissa Bassi, morta nell'esplosione della bomba alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, e Veronica Capodieci, l'amica rimasta gravemente ferita. La rabbia e la disperazione di amici e familiari.

Melissa Bassi aveva solo 16 anni, e andava matta per la moda. Per questo da Mesagne, dove abitava, aveva deciso di iscriversi all'istituto professionale "Morvillo Falcone" di Brindisi, intitolato ai due magistrati uccisi per mano della mafia il 23 maggio di venti anni, la scuola dove poco prima delle 8 del 19 maggio è esplosa una bomba che le ha stroncato la vita. La pista mafiosa è stata la prima ipotesi, visto che l'istituto aveva vinto il premio legalità e proprio il 19 maggio faceva tappa e Brindisi la carovana antimafia di Libera.
Ma il procuratore della direzione distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, spiega che "potrebbe non essere un'organizzazione mafiosa" ad aver piazzato la bomba su un muretto vicino ad un cancello secondario della scuola ma anche in prossimità della fermata dell'autobus che da Mesagne porta a Brindisi Melissa Bassi e l'amica Veronica Capodieci, quest'ultima rimasta gravemente ferita nell'esplosione.
Su Facebook tanta la rabbia di chi conosceva Melissa Bassi e Veronica Capodieci, ma anche di chi ancora non può credere a quanto sia avvenuto a Brindisi.
Melissa Bassi era figlia unica, si dice che si era appena fidanzata con un ragazzo suo coetaneo, Mario. Il papà di Melissa è un operaio, fa il piastrellista, e la mamma è una casalinga, ricoverata a causa di un malore appena saluta la tragica notizia.
Il sindaco di Mesagne, Franco Scoditti, dopo aver incontrato i genitori di Melissa Bassi, spiega che "il papà e la mamma della ragazza sono tornati a Mesagne dopo essere stati nell'obitorio dell'ospedale di Brindisi e ora, sono nella loro casa, distrutti dal dolore - aggiungendo - Quando li ho incontrati non sono riuscito purtroppo a trovare parole di conforto".
Davanti casa di Melissa Bassi sono tanti gli amici e i conoscenti che si sono radunati in segno di solidarietà e vicinanza con la famiglia.
Don Pietro de Punzio, vicario foraneo di Mesagne, ricorda come Melissa Bassi fosse "una ragazza splendida, veramente negli occhi si leggeva la gioia della vita. Era amica con tutti, veramente una ragazza solare, come tutte le ragazze della nostra città che ogni mattina vanno a Brindisi". Come Veronica Capodieci, che scesa a braccetto con l'amica dal pullman che da Mesagne la conduceva a scuola a Brindisi, è stata investita dalla violenta esplosione.
Immediatamente ricoverata a Brindisi, ha subito un delicato intervento chirurgico nel quale i medici le hanno ricostruito la parete addominale e la gabbia toracica. E' previsto il trasferimento di Veronica Capodieci all'ospedale Vito Fazzi di Lecce.
"Anche se prete, a volte, non si riesce a dare risposte a questi perché della vita, della morte, di queste tragedie - aggiunge don Pietro - Certo è che di fronte al sopruso, alla violenza, alla illegalità, i giovani di Mesagne rispondono con determinazione, con coraggio. Se da un lato, adesso, ci piange il cuore, dall'altro invece si fa più forte la nostra determinazione ad essere più presenti nella nostra città e a gridare contro ogni forma di violenza".

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