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Manganelli: dietro attentato Brindisi né mafia né FAI. Chi allora?

Antonio Manganelli esclude che dietro l'attentato alla scuola di Brindisi ci possa essere la criminalità organizzata o gli anarchici della FAI , mentre ancora non sa chi ha piazzato le bombe davanti alla scuola Morvillo Falcone.

Il capo dello polizia, Antonio Manganelli, nel corso della conferenza a chiusura dell'anno accademico della scuola di coordinamento interforze di polizia, ha escluso che l'attentato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, che a causato la morte di Melissa Bassi e il ferimento di altri 6 strudenti, tra cui Veronica Capodieci, sia stato organizzato dalla criminalità organizzata o della Federazione anarchica informale (FAI).
Manganelli sottolinea infatti che il fatto stesso che "detenuti della Sacra corona unita abbiano fatto un telegramma di solidarietà alla famiglia di Melissa è un segnale preciso: 'noi non c'entriamo' ", mentre fa notare che "gli anarcoinsurrezionalisti fanno attentati per poterli rivendicare e faccio davvero fatica a immaginare una spiegazione di un attentato vigliacco davanti a una scuola che uccide una ragazza e ne ferisce altre".
Per questi due motivi, Antonio Manganelli pensa di poter escludere con sicurezza dalle indagini sia la mafia che la FAI. La domanda sembra essere quindi: chi c'è allora dietro l'attentato alla scuola di Brindisi? In questo caso Manganelli non sembra presentare le stesse certezze, promettendo solamente che "si arriverà" a catturare il colpevole.

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