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Liceo sportivo, Profumo: parte nel 2013. Meglio che "zero tituli"

Mentre in Italia dilaga l'analfabetismo funzionale, il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo annuncia l'apertura del liceo sportivo. D'altronde, per un popolo di allenatori della nazionale, meglio questo diploma che avere "zero tituli", per dirla alla Mourinho.

Mentre in Italia esiste una vera e propria "emergenza scuola", come hanno sottolineato dal palco di Sanremo persino Luca e Paolo (su Youtube al minuto 2:40 http://is.gd/z6sedU), e il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco ricordava pochi mesi fa come già nel 2003 "circa l'80 per cento degli italiani di età compresa tra i 16 e i 65 anni non sono in grado di compiere ragionamenti lineari e fare inferenze di media complessità estraendo e combinando le informazioni fornite in testi poco più che elementari", definendoli "in pratica, analfabeti funzionali (http://is.gd/crBQdn)" perché "non dispongono di competenze, di lettura e comprensione, logiche e analitiche, sufficienti a rispondere in modo adeguato alle moderne esigenze di vita e di lavoro", il ministro alla Pubblica Istruzione Francesco Profumo, tecnico chiamato da Mario Monti per risollevare le sorti della scuola italiana, annuncia che prossimamente entrerà in funzione il "liceo sportivo". "Il liceo sportivo sarà un'articolazione del liceo scientifico e prevede un incremento delle ore di educazione fisica e delle discipline connesse alla gestione del fenomeno sportivo" spiega in una intervista a La Stampa (http://is.gd/bTDX0x) Francesco Profumo, assicurando che "nell'anno scolastico 2013-2014 si partirà con le lezioni". Una vera rivoluzione culturale, per un paese che sta sprofondando nella crisi e che potrebbe uscirvi solo investendo nell'istruzione. Anche lo sport, naturalmente, è importante e come spiega il ministro Profumo "le ricerche provano come la poca attenzione all'educazione fisica a scuola non solo porti a un peggioramento della qualità della vita, ma contribuisca anche a un aumento dei costi nel corso della vita per porvi rimedio". Ma forse, prima di creare un "liceo sportivo" bisognerebbe, potrebbe far notare qualcuno, spendere un po' di più per la scuola in generale, che spesso non ha nemmeno una palestra, soprattutto in molti istituti superiori, dove alcuni insegnanti di educazione fisica, anche i più volenterosi, sono costretti ad insegnare la materia in uno spazio "ricavato" di cemento armato.
Senza contare le migliaia di precari della scuola che rischino, è proprio il caso di dirlo, quotidianamente il posto di lavoro, svilendo sempre di più una classe di lavoratori che ha invece il compito di formare le nuove generazioni, e quindi il futuro del Paese. Il problema della scuola, in Italia, si trascina ormai da decenni, e le conseguenze, purtroppo, sono ormai sotto gli occhi di tutti, con un analfabetismo che si espande ed è sempre più ricco di aggettivi, tanto che si va ormai dall'analfabetismo funzionale a quello informatico, da quello politico a quelle religioso (http://is.gd/PAGs3g).
Su Twitter, naturalmente, la notizia dell'apertura di un "liceo sportivo" viene presa con molta ilarità, con "Dante Alighieri" che scherza sul fatto che "Al liceo sportivo se fai casino, non sei sospeso nè prendi una nota, ma il prof ti mostra un rosso cartellino" mentre "Pierluigi Pardo" riflette sul fatto che "Al liceo sportivo nell'ora di educazione fisica ci si riposa", con "Luigi Aiello" che gli risponde ipotizzando che al liceo sportivo "il preside può esonerare i professori".
E se c'è chi ironizza che "al liceo sportivo quando butti la carta nel cestino se fai centro prendi punto", come cinguetta "Smile", c'è anche chi si preoccupa, come "Gabriella Greison" che spera: "Basta che al liceo sportivo le risposte durante le interrogazioni non siano come quelle dei calciatori durante le interviste".
In realtà, però, sono poche le critiche in merito al progetto di Francesco Profumo e tanti invece gli entusiasti, con chi vorrebbe tornare indietro nel tempo per potersi iscrivere e chi lo sostituirebbe addirittura con l'università. D'altro canto, è noto come gli italiani siano tutti un po' allenatori della nazionale e per dirla come Mourinho meglio diplomarsi al liceo sportivo che "zero tituli" (http://is.gd/SlJ4lI)

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