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Friuli: preside vieta velo islamico in classe. Anche crocifisso al collo?

Il dirigente scolastico del Malignani della Bassa friulana Aldo Durì dirama una circolare che avvisa gli studenti e le loro famiglie che "non sarà accettata l'ostentazione e l'esibizione dei segni esteriori della propria confessione religiosa". Vietato quindi il velo islamico, ma anche altri "segni" che mostrano la propria fede, come per esempio un crocifisso, e questo nonostante l'articolo 19 della Costituzione Italiana reciti: "Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto".

Il dirigente scolastico del Malignani della Bassa friulana Aldo Durì dirama una circolare valida in tutti e sei gli istituti superiori (distribuiti fra Cervignano, San Giorgio e Palmanova) sotto la sua direzione che recita, come riporta il Messaggero Veneto: "Essendo la scuola italiana laica e indifferente al credo professato dagli allievi e dalle loro famiglie non sarà accettata, da parte di nessuno, l'ostentazione e l'esibizione, specialmente se imposta, dei segni esteriori della propria confessione religiosa, anche perché essa, in fin dei conti, può essere colta come una provocazione e suscitare reazioni di ostracismo, disprezzo o rifiuto. Tale è, ad esempio, il fazzoletto o velo che copre talvolta i capelli e parte del viso delle ragazze musulmane. Libere di servirsene all'esterno della scuola ma non in classe, anche perché a nessuno è permesso di indossare copricapi nell'ambito dell’attività didattica, come forma elementare di educazione. Anche su queste manifestazioni che mirano a sottolineare e rivendicare la diversità, con l'unico risultato di provocare per reazione l'ostilità dei compagni, sarà massima la vigilanza e nessun permissivismo mascherato da libertaria tolleranza sarà ammissibile".

I media descrivono il provvedimento "solo" come il divieto di indossare il velo islamico all’interno delle scuole che dipendono, paradossalmente, dall'Isis, sigla che in questo caso non rimanda allo Stato Islamico ma ad Istituto Statale per l'Istruzione Superiore. Nella circolare, però, quando si cita "il fazzoletto o velo che copre talvolta i capelli e parte del viso delle ragazze musulmane" viene fatto solo un "esempio". Quindi, sempre per esempio, anche il crocifisso, una madaglia della Madonna o un rosario se portati con "ostentazione ed esibizione" (non si comprende in base a quali parametri) non potranno essere indossati dagli studenti negli istituti superiori diretti dal Malignani? La circolare, in sostanza, spiega che per evitare una "reazione ostile" dei compagni di scuola si vieta agli studenti (cioè le possibili vittime di una aggressione) di mostrare "segni esteriori della propria confessione religiosa", e questo nonostante l'articolo 19 della Costituzione Italiana reciti: "Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume".

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