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Fiducia, Renzi: centralità scuola. FLC-CGIL: investire e non finta meritocrazia

Matteo Renzi, nel discorso al Senato per chiedere la fiducia, promette che ridarà "centralità" al mondo della scuola e "miliardi di euro" all'edilizia scolastica". La FLC-CGIL precisa che ora "attende i fatti" oltre i proclami, perché serve un "miglioramento del sistema" e non una finta meritocrazia".

Nel chiedere al Senato la fiducia, durante il suo discorso Matteo Renzi si è molto soffermato nel promettere che darà maggiore "centralità" al mondo della scuola, annunciando che ogni mercoledì visiterà un istituto scolastico e che "dal 15 giugno a 15 settembre, ci sarà un investimento con miliardi di euro e non decine di milioni, sui singoli territori, partendo su richieste sindaci" per ristrutturare le scuole. Anche se non è chiaro con quali risorse. In una nota, Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL, precisa: "E' sicuramente importante che nelle dichiarazioni programmatiche il nuovo Presidente del Consiglio Matteo Renzi abbia indicato la scuola tra le priorità. Ma bisogna tornare ad investire su tutti i comparti della conoscenza e valorizzare il lavoro". La FLC-CGIL precisa: "L'impoverimento drammatico degli ultimi anni di scuola, ricerca, Università e alta formazione artistica e musicale ha accompagnato il declino economico e democratico del nostro Paese, indebolendo il sistema nazionale di istruzione, formazione e ricerca, accentuando il divario nord-sud. Il lavoro in tutti i comparti della conoscenza è peggiorato in termini di salario e di diritti". Pantaleo aggiunge: "Bisogna prioritariamente aumentare e riorganizzare il finanziamento pubblico alle istituzioni della conoscenza, prevedere un sistema di valutazione che deve essere rivolto al miglioramento del sistema e non a una finta meritocrazia, rinnovare i contratti nazionali in tutti i settori pubblici, rendere esigibile la contrattazione decentrata cancellando la legge Brunetta, superare la precarietà e approvare una legge nazionale sul diritto allo studio adeguatamente finanziata". La FLC CGIL chiarisce che queste sono le priortà del sindacato perché "la conoscenza deve essere ritenuta un bene comune e non piegata alle logiche del mercato" e per questo, conclude, ora attende i fatti dal governo Renzi.

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