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Concorso scuola 2012: spot demagogico e inutile scontro generazionale

Mentre si attende il bando del 24 settembre 2012 per conoscere i requisiti e le date del concorso docenti della scuola pubblica, montano le polemiche perché il concorso "sembra solo un becero spot demagogico" che vuole "aprire ad un inutile scontro generazionale", come denuncia il Coordinamento nazionale lavoratori precari della Conoscenza FLC CGIL.

Nonostante Francesco Profumo continua a sostenere che il concorso docenti per la scuola statale (il cui bando uscirà il 24 settembre 2012) avrà come obiettivo l'inserimento di personale "giovane", alcuni sindacati evidenziano come in realtà le parole del ministro dell'Istruzione siano solo "propagandistiche". Domenico Pantaleo, segretario generale della FLC CGIL (Federazione Lavoratori della Conoscenza), denuncia infatti che il vero obiettivo del concorso è quello di "cancellare le graduatorie e con esse i precari che da anni garantiscono il funzionamento delle scuole", evidenziando che se il governo voleva davvero "ringiovanire il corpo docente, non doveva essere approvata una riforma delle pensioni che ridurrà il turn over della scuola a numeri risibili". Prende posizione anche il Coordinamento nazionale lavoratori precari della Conoscenza FLC CGIL, precisando prima di tutto come il ministro Profumo abbia deciso di bandire un nuovo concorso nella scuola pubblica adottato poi dal Consiglio dei Ministri senza "alcun confronto con chi la scuola la vive e la rappresenta". I precari della FLC CGIL ricordano infatti che "oggi, in Italia, i docenti sono reclutati da due graduatorie, una scaturita dai concorsi pubblici (l'ultimo bandito nel 1999, tredici anni fa), di consuetudine definita Graduatoria di Merito, l'altra, detta Graduatoria ad Esaurimento (GAE), formata da docenti abilitati attraverso procedure pubbliche e notevolmente selettive, che hanno caratterizzato il reclutamento nell'ultimo decennio". Eppure, fa notare il Coordinamento, "il personale di queste due graduatorie, che si è formato sia attraverso il conseguimento di titoli che attraverso la fondamentale esperienza sul campo (gli anni di servizio in classe, in alcuni casi anche oltre 20), e che è in attesa di avere un contratto a tempo indeterminato, ora viene 'accusato' di due colpe fondamentali: di essere troppo avanti con l'età e di non essere stato selezionato in modo meritocratico". E proprio per questo in questi ultimi giorni "si annuncia in pompa magna che solo il concorso, invece, darebbe finalmente spazio ai giovani e ai meritevoli", tanto che la FLC CGIL sottolinea come "queste dichiarazioni meritano una risposta puntuale non solo con lo scopo di difendere da accuse diffamanti ma anche per informare correttamente l'opinione pubblica". I precari della scuola richiamano quindi alla memoria le parole del ministro Profumo quando afferma che "il concorso è necessario per dare la possibilità ai giovani di insegnare", evidenziando però una serie di paradossi visto che, si chiarisce, solo "gli anziani, i raccomandati, gli immeritevoli docenti della graduatoria ad esaurimento" avranno i requisiti e potranno alla fine presentarsi al concorso della scuola pubblica poiché "secondo la legge italiana, a questo concorso potranno partecipare solo gli insegnanti abilitati salvo alcune limitate eccezioni, che però prevedono un titolo acquisito almeno 10 anni fa". Senza contare "quanto sia paradossale che proprio dalla gerontocrazia politica scaturisca l'accusa a docenti, spesso poco più che trentenni, di essere arretrati e vecchi". La FLC CGIL evidenzia inoltre che per ovviare a questa palese contraddizione, il Ministero dell'Istruzione starebbe pensando di riservare una percentuale di posti agli under 30 (si ipotizza dal 10 a 15 per cento) al prossimo concorso docenti della scuola statale, denunciando però che "tutto ciò sembra solo un becero spot demagogico, ma soprattutto pericoloso, perché vuole chiaramente aprire ad un inutile scontro generazionale" nonostante "questo Paese abbia bisogno di coltivare la solidarietà, non certo le guerre tra poveri". Infine, viene ricordato al ministro Profumo che gli attuali "docenti precari tra i 30 e i 50 anni" hanno "acquisito il titolo di abilitazione all'insegnamento" proprio quando erano "giovani" e che non è stata una loro scelta quella di "invecchiare precari" ma ha scelto per loro "una politica che non ha saputo investire nella scuola pubblica e nei giovani laureati che si apprestavano a diventare insegnanti, cambiando sistematicamente le regole sulla base delle quali ognuno ha costruito i propri progetti di vita". Per tutte queste ragioni, il Coordinamento Nazionale Lavoratori Precari della Conoscenza CGIL chiarisce che sovrapporre il concorso scuola "alle modalità di reclutamento già esistenti e bandirlo per classi di concorso nelle quali i docenti già ci sono, lavorano da anni e attendono solo la stabilizzazione, non è una idea accettabile", promettendo che verrà quindi contrastata "in ogni modo". La stessa FLC CGIL, infatti, promette che questo sarà un "autunno caldo" che metterà "in campo una decisa azione di ulteriore mobilitazione per la difesa della scuola pubblica e per difendere il diritto al lavoro e i diritti nel lavoro".

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