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Censis: scuole a rischio crolli e amianto. In sicurezza solo tra 110 anni

Il Censis fotografa lo stato di salute della scuola italiana. Migliaia di scuole a rischio crolli per problemi alle strutture portanti e amianto. Per mettere in sicurezza tutti gli edifici scolastici italiani servirebbero 13 miliardi di euro e 110 anni di lavoro.

Il Censis fotografa lo stato di salute della scuola italiana. Intonaci che crollano, rubinetti che perdono e vetri rotti. Ma anche seri problemi strutturali. Senza contare che in 24.000 scuole su 41.000 gli impianti (elettrici, idraulici, termici) non funzionano oppure non sono a norma, mentre in 7.200 edifici occorrerebbe rifare tetti e coperture. Servirebbero invece urgenti interventi di edilizia scolastica in quelle 3.600 sedi che necessitano lavori sulle strutture portanti, che ospitano ogni giorno 580.000 studenti. Infine, e non in ordine di importanza, il Censis stima che 342.000 alunni e studenti di circa 2.000 scuole italiane sono quotidianamente a rischio amianto. E quando ci sono, i lavori vengono fatti spesso anche male, come denunciano molti dirigenti scolastici. Drammatico anche il dato che quantifica il tempo per mettere in sicurezza tutti gli edifici scolastici italiani, poiché si aggira intorno ai 110 anni secondo il Ministero delle infrastrutture. Il Censis stima che per risolvere tutti i problemi servirebbero più o meno 13 miliardi. I quasi 150 milioni di euro stanziati dal governo Renzi con il Decreto del fare appaiono quindi come una goccia nel mare, sempre nella speranza che vengano utilizzati, e con efficienza. Il Censis ricorda infatti che dei 500 milioni di euro attivati con le delibere Cipe del 2004 e del 2006, a metà del 2013 ne erano stati utilizzati 143 milioni, relativi a 527 interventi sui 1.659 previsti.

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