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Caso Marsilio e gli stranieri piccoli piccoli

Ieri mattina l'assessore Laura Marsilio ha visitato la scuola Pisacane e ha detto che i bambini anche se "nati in Italia è sbagliato considerarli non stranieri". Diverse le reazioni dal mondo politico, ma la vera questione ruota intorno al fatto che sono gli italiani a non fare più figli.

Ieri mattina l'assessore alla Scuola del Comune di Roma Laura Marsilio ha visitato la scuola Pisacane, confluita nell'istituto Laparelli, e ha detto un frase che ha scatenato diverse reazioni, tra cui richieste di dimissioni.
Laura Marsilio ha infatti detto, di fronte anche ad una classe di bambini composta da soli figli di immigrati, che anche se "nati in Italia è sbagliato considerarli non stranieri - aggiungendo - Non è solo un fatto anagrafico, ma è una questione culturale".
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno cerca di rimediare affermando che "i bambini che nascono nella nostra città sono un patrimonio per Roma e non mi sento di definirli stranieri".
Anche Marco Siclari, consigliere del PdL e membro della commissione scuola al Comune di Roma cerca di spiegare che "il termine 'straniero' riferito ai bambini nati in Italia ma che ancora non hanno conseguito la cittadinanza italiana, non ha alcuna accezione negativa, razzista o xenofoba".
Dalla parte della Marsilio anche la nuova preside dell'istituto che ha affermato che "se il prossimo anno scolastico in prima elementare non ci saranno italiani iscritti ma solo stranieri, la classe non si formerà".
Lo stesso Siclari sottolinea infatti che "l'equa distribuzione degli alunni non italiani nelle classi è il principio utile a una reale integrazione" E mentre il governatore del Lazio Renata Polverini spiega che Laura Marsilio avrà sicuramente "usato il termine 'stranieri' verso i figli di immigrati senza voler dare nessuna accezione negativa a questo termine" c'è chi invece reputa le parole dell'assessore "gravissime", come Ileana Argentin, deputata del PD e dirigente regionale dei democratici del Lazio, che reputa la Marsilio "inadeguata nelle vesti istituzionali che ricopre" tanto da chiedere "la revoca immediata delle sue deleghe".
Ma in molti preferiscono tralasciare queste polemiche spesso sterili per chiedersi invece come mai sempre più spesso le scuole non riescono a formare delle classi con bambini italiani. Se è quindi vero che l'Italia è un Paese che sta invecchiando sempre di più e che non fa figli, come anche questa vicenda sembra dimostrare, la soluzione di "non formare le classi se composte solo da bambini stranieri" dovrebbe inquietare. Anche perché un domani, se le famiglie italiane continueranno per vari motivi a non avere figli, la vera ricchezza del Bel Paese risiederà proprio in questi bambini e nei loro genitori.

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