le notizie che fanno testo, dal 2010

Cancellieri: attentato scuola Brindisi è anomalo. Mafia? Non è detto

L'attentato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, dove a perso la vita la 16enne Melissa Bassi, è un "fatto anomalo", sottolinea il ministro Cancellieri. Anche il procuratore della direzione distrettuale antimafia di Lecce ipotizza che forse la mafia non c'entra niente.

Un ordigno confezionato artigianalmente con un innesco collegato a tre bombole di gas, collegate a quanto pare ad un timer che segnava le ore 7.55 del 19 maggio, che puntualmente (o forse qualche minuto prima, stando alle ultime indiscrezioni) è esploso davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi.
"Stavo aprendo la finestra e la deflagrazione mi è arrivata addosso. Ho visto i ragazzi a terra, tutti neri, i libri erano in fiamme. Una scena terrificante. Sono ragazzini, chi è che ha potuto fare una cosa simile" racconta un impiegato dell'istituto professionale intitolato al magistrato ucciso venti anni fa (era il 23 maggio del 1992) sulla strada di Capaci per l'esplosione di cinque quintali di tritolo, insieme alla moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta.
Nessuna rivendicazione, finora, dell'attentato ma il primo pensiero è che dietro ci sia la mano della mafia, la stessa che due decenni fa uccise Falcone e poi anche Paolo Borsellino, la stessa che i ragazzi dell'istituto professionale colpito combattevano, tanto da vincere il primo premio della prima edizione del concorso sulla legalità. La stessa contro cui lottano le associazioni Libera e Arci, la cui carovana contro tutte le mafie fa tappa oggi a Brindisi.
Nonostante tutte queste coincidenze, però, il procuratore della direzione distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, ipotizza che dietro l'attentato, che ha causato la morte di una ragazza di 16 anni, Melissa Bassi, e ferito gravemente l'amica Veronica Capodiedi, "potrebbe non esserci un'organizzazione mafiosa" - spiegando - In un momento in cui le organizzazioni mafiose locali sono alla ricerca di un consenso sociale, sarebbe un atto in controtendenza perché questo atto sicuramente aliena ogni simpatia nei confronti di chi lo ha commesso".
Non si sbilancia neanche il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, che a SkyTg24 precisa: "Le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono tante, nessuna di queste può darci una certezza".
"Non abbiamo elementi" per poter dire con certezza che esiste una pista mafiosa, aggiunge il ministro Cancellieri, anche perché, fa notare, "è una tipologia di attentato non consueto, non tipico dei messaggi di mafia".
"Stiamo lavorando per cercare di capire a fondo di che si tratta - continua la Cancellieri - prima di poter dire una cosa credo che bisogna essere molto attenti ed equilibrati. E' un fatto complesso e anomalo che desta grande preoccupazione, a parte il dolore e l'amarezza perché ha colpito delle giovani vite ed è un fatto di crudeltà senza precedenti".
"Si potrà dire di più - conclude Annamaria Cancellieri - quando avremo identificato almeno uno o due filoni di indagine".
Il ministro dell'Interno promette inoltre che "lo Stato è compatto, molto vigile e attento a tutto: c'è un forte impegno", sottolineando infine che "c'è bisogno di capire di più attraverso l'intelligence" perché "non si può pensare di militarizzare il territorio, serve potenziare l'intelligence".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: