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Boschi: non è "buona scuola" quella dei sindacati. CGIL: disprezza democrazia

Per Maria Elena Boschi quella in mano ai sindacti non è una "buona scuola". Immediata la replica di Flc Cgil che parla di "disprezzo della democrazia" mentre la Cisl Scuola invita Maria Elena Boschi e Matteo Renzi a ripassare la Costituzione. Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams chiedono inoltre di essere convocati dal governo per parlare di precari, superpoteri al dirigente, tutele contrattuali e rinnovo del contratto nazionale.

Il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, sostiene che non è una "buona scuola" quella lasciata in mano ai sindacati. Immediata la replica dalla Flc Cgil, con il suo segretario Domenico Pantaleo che sottolinea che "da dichiarazione della Ministra Boschi conferma l'arroganza e il disprezzo della democrazia" del governo Renzi. Pantaleo precisa che "la scuola non è dei sindacati ma nemmeno proprietà privata del governo. E' del Paese e di chi quotidianamente garantisce alle nuove generazioni di avere una istruzione all'altezza dei tempi. - ricordando - Lo sciopero e le manifestazioni del 5 maggio hanno dimostrato che studenti, personale della scuola, famiglie e Paese sono contro il disegno di legge della brutta scuola". Per la CGIL "gli emendamenti approvati non cambiano l'impianto autoritario e incostituzionale del disegno di legge" ed annuncia che "nelle prossime ore la mobilitazione continuerà e si allargherà". Indignato anche Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola, che evidenzia: "Le dichiarazioni della ministra Boschi, secondo la quale bisogna 'togliere la scuola dalle mani dei sindacati' fanno letteralmente cascare le braccia. - aggiungendo - Battute stantie, che denotano scarsa fantasia e scarsissima conoscenza della realtà della scuola, e della realtà tout-court, se si pensa che siamo senza rinnovo contrattuale, come tutto il lavoro pubblico, da ben sette anni". Per Scrima "il problema della scuola non sono i sindacati, ma le scelte sbagliate del governo", ed invita Maria Elena Boschi e Matteo Renzi a ripassare "ciò che dicono la nostra Costituzione e l'Europa" in merito al "ruolo dei sindacati e sull'importanza del dialogo sociale". Scrima chiarisce: "Dopo gli eloquenti dati del voto per le RSU (80% di votanti, 90% di consensi ai sindacati più rappresentativi), lo sciopero del 5 maggio ha rafforzato la nostra legittimazione e la nostra ampia rappresentatività. Ne prenda atto il governo, anziché arroccarsi nella sua presunzione di autosufficienza, e accetti la richiesta di un confronto vero che il sindacato e l'intero mondo della scuola gli rivolgono". I sindacati, inoltre, lamentano anche il fatto che il governo non li abbia ancora convocati per discutere di precari, superpoteri al dirigente, tutele contrattuali e rinnovo del contratto nazionale, nonostante allo sciopero del 5 maggio abbiano aderito l'80% del lavoratori della scuola. "Non si può ignorare che lo sciopero del 5 maggio ha confermato che sul disegno di legge non c'è il consenso del Paese e del mondo della scuola e senza scelte condivise non si può migliorare la qualità del sistema di istruzione e formazione" denunciano uniti Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams.

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