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Attentato scuola Brindisi: persona in guerra col mondo. Come Breivik?

C'è l'identikit della persona che ha organizzato l'attentato davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi. Potrebbe essere "una persona in guerra con il mondo". E la mentre corre ad Anders Behring Breivik, autore delle stragi di Oslo e Utoya.

Mentre la città di Mesagne e Brindisi si preparano per i funerali di Melissa Bassi, la studentessa di 16 anni uccisa davanti alla scuola Morvillo Falcone a causa dell'esplosione di una bomba artigianale, gli inquirenti sembrano sempre più propensi ad abbandonare progressivamente la pista di matrice mafiosa. Dietro l'attentato, iscritto come reato di strage, potrebbe infatti esserci anche il gesto di "una persona in guerra con il mondo". Gli inquirenti giungono a tale possibile conclusione dopo aver esaminato i video di alcune telecamere della zona, che "accreditano l'ipotesi che l'ordigno sia stata azionato da un telecomando", e non da un timer come riferito il giorno precedente. L'ipotesi del timer rimaneva comunque ai più dubbiosa, visto che era stato sottolineato che l'orario dell'esplosione era fissato circa 10 dopo la deflagrazione. Un indizio che ha fatto immediatamente supporre che ad azionare la bomba forse era stato qualcuno nascosto nelle vicinanze, da una luogo dove poteva vedere in tranquillità tutta la scena. Il procuratore di Brindisi specifica comunque che il telecomando potrebbe essere anche di tipo "volumetrico", e cioè che essere azionato "al passaggio di una persona". Sembra infatti di capire che in un video si vederebbe addirittura l'attentatore premere il pulsante del telecomando, che avrebbe azionato il meccanismo volumetrico, innescato al momento del passaggio delle prime ragazze, Melissa Bassi e Veronica Capodieci, quest'ultima gravemente ferita ma pare in condizioni stabili.
Anche il cassonetto che nascondeva l'ordigno sembra essere stato spostato da un uomo solo a ridosso dell'attentato, anche se "non è impossibile che tutta l'organizzazione sia stata fatta da una persona sola", viene precisato.
Il procuratore capo di Brindisi, in conferenza stampa, spiega comunque che quanto avvenuto "potrebbe essere il gesto di una persona che si sente in guerra con tutto il mondo o che si sente vittima del mondo. Potrebbe trattarsi anche di una persona che tende a creare una tensione sociale, con una ideologia". Spiegazione che purtroppo non può rimandare la mente ad Anders Behring Breivik (http://www.mainfatti.it/Anders-Behring-Breivik/Anders-Behring-Breivik.htm), autore delle stragi di Oslo e Utoya. Per fortuna gli investigatori sono già riusciti a stilare "l'identikit di chi ha posizionato l'ordigno davanti all'istituto Morvillo Falcone" come annuncia sempre il procuratore capo di Brindisi, sottolineando però che la persona" "non è stata ancora identificata".
Nel corso della notte sembra che ci siano stati in questura già due interrogatori, ma le persone fermate pare che abbiano fornito agli investigatori degli alibi.
Gli inquirenti precisano comunque che le immagini del video delle telecamente posizionate nella zona attorno all'attentato sono "significative", ed "aprono uno spiraglio" che consentirà "di dire che non lavoriamo al buio, ci consentono di fare accertamenti mirati", assicura il procuratore capo di Brindisi.
La pista mafiosa, quindi, "non è completamente esclusa ma altamente improbabile - continua il pm - Un'analisi condivisa anche dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso", spiegando che plausibilmente "chi ha operato conosceva il territorio e sapeva dell'ingresso dei ragazzi".

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