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Attentato Brindisi: un fermo. Voleva colpire Tribunale, non scuola

Fermato e portato in carcere il sospettatom Giovanni Vantaggiato, interrogato ieri dagli inquirenti che indagano sull'attentato di Brindisi , pare abbia confessato. Si tratterebbe di un imprenditore nel campo della vendita di gasolio, ma forse voleva colpire il Tribunale di Brindisi, non la scuola Morvillo Falcone.

Fermato il sospettato dell'attentato del 19 maggio scorso alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi. L'uomo in stato di fermo, trasferito nel carcere leccese di borgo san Nicola, pare che abbia anche confessato.
Sarebbe un uomo di 68 anni, sposato con due figlie, da almeno vent'anni nel campo della vendita di gasolio, sia per il riscaldamento che per uso agricolo. Ecco spiegato forse il perché l'autore della strage ha utilizzato delle bombole di gas per la bomba esplosa al passaggio di Melissa Bassi, studentessa rimasta uccisa sul colpo, Veronica Capodieci , rimasta gravemente ferita, e altri 5 studenti.
Domani il procuratore capo di Lecce e capo della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia), Cataldo Motta, dovrebbe presidere una conferenza stampa, per spiegare nei dettagli come si è arrivato al fermo, e se l'uomo ha confessato e spiegato il motivo del gesto.
Stando alle prime indiscrezioni, l'ipotesi della vendetta privata rimane quella privilegiata, ma l'attentato non sarebbe stato concepito per colpire, come pensato in un primo momento, il preside della scuola Morvillo Falcone, Angelo Rampino, che infatti aveva precisato: "Non ho nemici e di sicuro non ho come nemico nessun titolare di pompe della benzina".
Forse il movente dell'uomo potrebbe risiedere nel fatto che anni fa aveva sostenuto un processo per una truffa da lui subita, senza però ottenere alcun risarcimento.
Si ipotizza quindi che l'autore dell'attentato di Brindisi potesse in realtà voler colpire il Tribunale, distante solo pochi metri dalla scuola Morvillo Falcone.
Anche se per il momento mancano le conferme ufficiali, sembra che gli investigatori siano arrivati al 68enne, che si dovrebbe chiamare, secondo le agenzie di stampa, Giovanni Vantaggiato, imprenditore di Copertino (Lecce), analizzando le immagini delle telecamere piazzate intorno alla zona dell'attentato, che avrebbero anche ripreso l'auto dell'uomo passare più volte davanti alla scuola Morvillo Falcone. Elementi, questi, considerati "altamente significativi" dagli investigatori.

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