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Attentato Brindisi, c'è sospettato. Benzinaio voleva colpire preside?

Sembra che ci sia un sospettato per l'attentato alla scuola di Brindisi, forse già in stato di fermo. Non ci sono conferme ufficiali. La "vendetta privata" sembra essere la pista privilegiata, forse contro il preside da parte di un benzinaio.

Ci sarebbe un sospettato per l'attentato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi del 19 maggio, a causa del quale è morta Melissa Bassi, mentre sono stati feriti 6 studenti, tra cui Veronica Capodieci in maniera molto grave. Forse l'uomo è già stato fermato, dopo un interrogatorio, per effettuare gli accertamenti e capire se il sospetto è veramente l'autore della strage di Brindisi.
Finora gli inquirenti non confermano nessuna indiscrezione, e il procuratore capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, Cataldo Motta, precisa: "Non c'è alcuna novità, e se ci saranno vi informeremo al momento opportuno".
Finora comunque nessuno sembra essere stato iscritto nel registro degli indagati, ma fonti investigative farebbero sapere che la situazione sarebbe "troppo delicata" e che ogni parola in più potrebbe "bruciare le indagini".
Nonostante questo, voci parlerebbero di una "vendetta privata" quella messa in atto da chi ha costruito, piazzato e fatto esplodere una bomba davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi.
Come afferma anche Antonio Manganelli, né la mafia né gli anarcoinsurrezionalisti sarebbe coinvolti nell'attentato , il che aprirebbe l'ipotesi, appunto, alla "vendetta privata".
Ma contro chi? C'è chi ipotizza che l'obiettivo del killer doveva essere il preside della scuola Morvillo Falcone di Brindisi, Angelo Rampino, che però interpellato dal Tgcom24 afferma: "Non ho nemici".
"Non ho nemici e di sicuro non ho come nemico nessun titolare di pompe della benzina" continua il preside della scuola. Indiscrezioni vorrebbero infatti che sotto torchio sia prorpio un benzinaio, pare di Lecce.
Di norma il preside pare che passasse davanti alla zona dell'attentato in un orario che potrebbe coincidere con quello dell'esplosione della bomba. Quel giorno, però, Angelo Rampino sembra che fosse in ritardo.

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