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Attentato Brindisi, c'è identikit: ecco la foto del presunto killer

L'autore dell'attentato alla scuola di Brindisi potrebbe essere un uomo di mezz'età, quello ripreso da una telecamera che ha consentito di stilare l'identikit.

Ormai è certo: c'è l'identikit della persona che ha piazzato l'ordigno esposivo davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi. Sono "immagini terribili" sottolinea il procuratore capo di Brindisi, spiegando che dopo l'attentato gli investigatori hanno acquisito tutti i video delle telecamere di sorveglianza della zona, e almeno due di queste hanno immortalato gli attimi subito prima e dopo l'esplosione.
Un video mostra un uomo bianco di mezz'età, con indosso una giacca scura su camicia chiara dal colletto aperto, pantaloni chiari, scarpe da ginnastica (http://is.gd/u5YCaI), appoggiato al muretto dove era posizionata la bomba. L'uomo sembra azionare qualcosa con la mano sinistra, forse proprio il telecomando dell'ordigno artigianale fabbricato con tre bombole di gpl collegate ad un meccanismo volumetrico, che dopo essere stato azionato (forse dall'uomo ripreso dalle telecamere) si innesca al passaggio di una o più persone, in questo caso Melissa Bassi, la 16enne uccisa dall'esplosione, e l'amica Veronica Capodieci, rimasta gravemente ferita.
La telecamera che ha ripreso il possibile killer è quella posizionata su un chiosco che vende panini e bibite in prossimità della scuola Morvillo-Falcone, punto di ritrovo per gli studenti.
Un'altra telecamera, invece, posta in un punto sempre della zona, mostra invece del fumo, quello dopo la terribile esplosione. Rientra quindi quasi completamente l'ipotesi che dietro l'attentato sia di stampo mafioso, mentre quello che viene ritenuto più probabile dagli investigatori è che "sia un gesto isolato". Nel corso della conferenza stampa, il procuratore capo di Brindisi spiega che presumibilmente l'autore della possibile strage, perché è questo il reato finora ascritto, sarebbe "uno che conosce l'elettronica" visto che "il congegno pur non complesso non è alla portata di tutti: non c'è bisogno di avere grandi esperienze di elettronica ma bisogna saperne".
"Quanto alle motivazioni - conclude il procuratore - non le sappiamo se prima non individuiamo la persona". Intorno alla quale, sembra di capire, il cerchio si stringe.

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