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Ray Bradbury è morto: fu il primo a scrivere su Playboy

Ray Bradbury è morto rimanendo contrario all'editoria digitale, sia essa in PDF, ebook, tablet ed altre diavolerie moderne . Ma lo scrittore di "Fahrenheit 451" non era un conservatore, anzi, fu uno dei primi a vendere racconti a Playboy. Era solo uno che temeva i falò di libri, quelli ad esempio che si fanno oggi nel nome della modernità. Quelli che portano inevitabilmente a 1984 di Orwell.

E' morto il 5 giugno a Los Angeles Ray Bradbury maestro indiscusso della fantascienza nato il 22 agosto a Waukegan nell'Illinois. Aveva 91 anni. Inutile snocciolare la biografia di Ray Bradbury per ogni appassionato di fantascienza, dato che le opere dello scrittore sono "immortali" per ogni lettore, tanto che più di qualcuno era convinto che Bradbury fosse morto negli anni '70.
Ray Bradbury ha scritto capolavori assoluti come "Cronache Marziane" e "Fahrenheit 451" (che diventerà poi il film omonimo diretto da diretto da François Truffaut). Sceneggiatore cinematografico (iniziò con Moby Dick di John Huston) era fortemente contrario ai libri in PDF e agli ebook. Questa sua posizione, da sempre criticata dal "mainstream" era per gli osservatori più attenti molto saggia, perché l'autore di "Fahrenheit 451", dove erano i pompieri a bruciare i libri, aveva immaginato le conseguenze del digitale.
Cioè un po' quello che scrivevamo nell'articolo "eBook: Amazon e lo sperato falò dei libri di carta" : "Amazon non vede l'ora di far scomparire i libri di carta con il plauso di tutti. Jeff Bezos annuncia il sorpasso di vendite (nel suo negozio on line) degli eBook rispetto ai libri di carta, sapendo che in questo modo cambierà uno dei pochi pezzi oggettivi e scomodi (ma immutabili) che ci rimangono, quei 'mattoni' dei libri di carta, sostituendoli con dei file che essendo immateriali possono essere sempre manipolati o 'ritirati'".
E chi scrive sui social network, magari dopo aver letto la striminzita biografia di Wikipedia che Ray Bradbury era un "nemico del progresso" è giusto che sappia che lo scrittore fu il primo ad essere pubblicato su Playboy, "refugium peccatorum" della la fantascienza "proibita", quella che portò poi Harlan Ellison a compilare quella stupenda antologia che fu "Dangerous Visions".
Il primo racconto di fantascienza pubblicato da Playboy fu il classico "La città perduta di Marte". Scrive Alice K. Turner curatrice dell'antologia "The Playboy Book of Science Fiction" (1998) tradotta in Italia su Urania Mondadori (1999) in due volumi (Urania 1368 e Urania 1373): "Ray Bradbury è stato il primo giovane autore contemporaneo scelto per essere ristampato, in quesi primi anni in cui 'Playboy' non poteva ancora permettersi di pubblicare narrativa originale; è stato anche uno dei primi ad aver venduto racconti inediti, ed è tuttora, a decenni di distanza, uno dei nostri preferiti".

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