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Sclerosi multipla, Zamboni: CCSVI ha segreti anche in Alzheimer e Parkinson

A Cremona si è svolto il Convegno "CCSVI e Sclerosi Multipla: le conferme della scienza", organizzato dall'Associazione CCSVI nella SM. In tale occasione, il prof. Paolo Zamboni ha sottolineato come la ricerca sembra essere promettente, visto che "la circolazione venosa cerebrale nasconde molti segreti su diverse malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson".

Questo fine settimana, a Cremona, si è svolto il Convegno "CCSVI e Sclerosi Multipla: le conferme della scienza", organizzato dall'Associazione CCSVI nella SM prima di tutto, come si legge in una nota, per "fare chiarezza sulle evidenze scientifiche fin qui prodotte sulla Insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI)" e in secondo luogo per cercare di "mettere ordine in un panorama mediatico fortemente sbilanciato" attraverso "interventi di alto profilo scientifico". Al Convegno "CCSVI e Sclerosi Multipla: le conferme della scienza" sono quindi intervenuti il prof. Paolo Zamboni, Direttore del Centro malattie vascolari dell'Università di Ferrara, il dott Fabrizio Salvi, neurologo e responsabile del centro Il Bene dell'Ospedale Bellaria di Bologna, e il dott. Raffaello Pagani, vicepresidente della Macro-Regione NordOvest della Società italiana di flebologia clinica e sperimentale (SIFCS). In particolare, Zamboni ha ricordato "le tre meta-analisi finora elaborate nel mondo, che confermano tutte - specifica l'Associazione CCSVI nella SM - una significativa prevalenza della CCSVI nei malati con Sclerosi Multipla. In particolare l'ultima, recentissima, ha chiaramente dimostrato un significativo rischio doppio di avere la sclerosi multipla quando viene rilevata la Ccsvi, senza eterogeneità tra gli studi arruolati". Zamboni, inoltre, vede la ricerca in questo campo estremamente promettente, poiché farebbe apparire sempre più chiaramente che "la circolazione venosa cerebrale nasconde molti segreti su diverse malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson", si legge nella nota.

Anche il dott. Salvi ha messo "in discussione l'origine autoimmune della SM", finora la teoria la più accreditata dalla classe neurologica, spiegando nel corso del Convegno: "L'autoimmunità è una strada senza uscita. Le risposte dei farmaci che hanno lavorato sull'ipotesi autoimmune hanno dato risultati insoddisfacenti". Salvi prosegue: "L'ipoperfusione cerebrale appare il fattore precipitante nel causare lesioni precoci nella SM. La ipoperfusione precede la comparsa delle placche e spiega molti dei sintomi (cefalea, fatica...) frequentissimi nella SM e non spiegati dalla teoria autoimmune. - aggiungendo - Un difettoso deflusso venoso può essere la causa dell'ipoperfusione".

Il dott Raffaello Pagani ha invece presentato il suo studio da poco pubblicato sulla rivista internazionale BMC Neurology, e che "ha preso in esame 313 pazienti con SM e 298 sani, per due anni" inaugurando "un approccio diagnostico 'dinamico' con ecocolordoppler (ECD), per valutare le dimensioni delle vene giugulari nei diversi gradi di rotazione della testa". Come si legge nella nota dell'Associazione CCSVI nella SM, "lo studio è il primo ad aver dimostrato nella maggior parte dei pazienti analizzati l'esistenza di un aspetto particolare delle giugulari, molto probabilmente congenito, riscontrato solo nelle persone con CCSVI e SM, e mai nel controlli sani" e perciò "questo sembra decisamente dimostrare - anche se ulteriori studi saranno necessari - che le malformazioni venose, ossia la CCSVI, precede, e non segue, il manifestarsi della SM, contrariamente a quanto supposto dagli oppositori della ricerca".

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