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Sclerosi Multipla: "metodo Zamboni" a rischio in Italia. Emigrare?

Mentre nel mondo si dà per scontato "che la CCSVI esiste e che si associa alla Sclerosi Multipla" i "condizionamenti e le difficoltà poste dal Ministero della Salute rischiano, ancora una volta, di far scomparire una ricerca tutta italiana". Questo è l'allarme lanciato dalla CCSVI nella SM Onlus.

L'Italia è un Paese che va al contrario. Lo si vede bene dai "padri" che hanno mangiato il futuro dei figli e da uno Stato che è sempre più assente a cominciare dalle strade dei nostri quartieri, sempre più preda ormai dell'iniziativa di chi "prima si sveglia", non sempre col piglio civile e soprattutto legale. Ma quando lo Stato c'è, alle volte, verrebbe da dire, con molta amarezza, che sarebbe stato meglio che non ci fosse. E' il caso del "metodo Zamboni", semplificazione giornalistica per "descrivere" gli studi condotti dal professor Paolo Zamboni e dal dottor Fabrizio Salvi e i relativi protocolli per la diagnosi e per "la correzione delle malformazioni venose tipiche della CCSVI" (qui per approfondire "Diagnosi e Trattamento della CCSVI" http://is.gd/GjgBlF). La scoperta di Zamboni, responsabile del Centro Malattie Vascolari dell'Università di Ferrara, è ormai accettata in tutto il mondo ma in Italia, come sottolinea la Onlus CCSVI nella Sclerosi Multipla "i condizionamenti e le difficoltà poste dal Ministero della Salute rischiano, ancora una volta, di far scomparire una ricerca tutta italiana". Quindi mentre Ad Albany (New York, Usa) viene "conferma l'efficacia dell'angioplastica alle vene colpite da Insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) come trattamento della Sclerosi multipla (SM)" e in altri centri di ricerca partono sperimentazioni e finanziamenti (vedi Canada http://is.gd/gfUDa9), qui in Italia il pensiero dominante sembra essere quello di "non dover essere tutti costretti a emigrare, malati in cerca di cura e ricercatori onesti in cerca del giusto riconoscimento", come amaramente osserva l'Associazione. La CCSVI nella Sclerosi Multipla Onlus spiega che "in Italia si mette ancora in dubbio l'esistenza stessa della CCSVI, si discute pretestuosamente della sua correlazione con la SM, si perde tempo, pavidamente facendosi condizionare da falsamente motivate e restrittive posizioni ministeriali. Tutto questo, mentre i malati sono costretti a mobilitarsi per finanziare Brave Dreams, la sperimentazione guidata dal prof. Zamboni". Chi volesse aiutare "Brave Dreams" anche con una piccola cifra, questa è la pagina in cui si può trovare ogni informazione (http://bravedreams.ccsvi-sm.org) e dove c'è anche la possibilità di donare on-line.

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