La battaglia per veder "riconosciuta" la CCSVI, patologia "fortemente correlata" alla Sclerosi Multipla continua. Questa volta è una lettera firmata da cinque associazioni e indirizzata al Ministro della Salute Renato Balduzzi a richiedere "riconoscimento della patologia vascolare CCSVI". E parte anche una petizione online.
La battaglia per vedere riconosciuto il diritto alla CCSVI (insufficienza venosa cronica cerebro spinale) di "esistere" continua. Stavolta non è solo la CCSVI nella Sclerosi Multipla Onlus a battersi ma insieme a lei altre associazioni e fondazioni come l'Associazione "Assi.SM" Onlus (Emilia Romagna – Lazio), l'Associazione "Isola Attiva" Onlus (Sardegna), Associazione "L’Abbraccio" Onlus (Piemonte), Fondazione "SMuovilavita" Onlus (Veneto). La lettera congiunta al Ministro della Salute Renato Balduzzi è molto chiara e semplice. "Desideriamo porre alla Sua attenzione l'anomala situazione venutasi a creare nell'ambito della SCLEROSI MULTIPLA e della CCSVI (insufficienza venosa cronica cerebrospinale). Il prof. Paolo Zamboni dell'Università di Ferrara ha scoperto la patologia della CCSVI. Numerosissimi casi nel mondo dimostrano una correlazione tra la CCSVI e la SCLEROSI MULTIPLA: curando la CCSVI migliorano le condizioni degli ammalati di SM" si legge nella lettera (scaricabile in PDF a questo indirizzo http://is.gd/GdZfbJ). Nella lettera si sottolinea quanto, dopo una iniziale autorizzazione da parte del Ministro Fazio, in centri autorizzati, di "interventi di dilatazione delle stenosi venose per curare la CCSVI anche in ammalati di SM, pur auspicando e sollecitando la necessaria e indispensabile ricerca scientifica", un successivo parere del Consiglio Superiore della Sanità "contraddicendo quanto disposto dal Ministro stesso qualche mese prima" fermava di fatto "ogni attività d’intervento sulla CCSVI, in pazienti con SM nella sanità pubblica". Ed ecco il pericolo già più volte denunciato dalla CCSVI nella SM Onlus e che si è potuto vedere anche su un recente servizio di Report su Rai3 ("Paolo Zamboni" http://is.gd/Is8ZyU): "Oggi, sempre più, gli ammalati, e parliamo di migliaia di ammalati di SM, si rivolgono a cliniche private, non sempre di comprovata qualità scientifica e tecnica, causa una sanità pubblica completamente assente", si legge nella lettera. Le richieste delle cinque associazioni al Ministro Balduzzi sono quindi estremamente basilari. E cioè: "- che sia ripristinato quanto disposto dalla nota del 27 ottobre 2010 del Ministro Fazio, in modo che la sanità pubblica torni a dare positive risposte agli ammalati di SM; - che siano definiti centri multidisciplinari di eccellenza per lo studio e il trattamento delle patologie venose con interessamento del sistema nervoso centrale; - che siano promossi progetti di ricerca, come già in più parti del mondo avviene, per far chiarezza sulla relazione tra CCSVI e SM. In particolare, che sia supportato il progetto Brave Dreams, del Prof. Paolo Zamboni, già approvato e per il quale la Regione Emilia Romagna ha sancito l’impegno finanziario". Le richieste delle cinque associazioni si possono anche supportare con una petizione on-line appositamente organizzata (http://is.gd/QKQgCT).
Il "Sogno Coraggioso" di Paolo Zamboni partirà "entro tre mesi" grazie all'impegno della Regione Emilia Romagna che "si è impegnata a confermare la copertura economica per Brave Dreams". Un regalo di Natale che premia la tenacia di Zamboni, Salvi e soprattutto della Onlus CCSVI nella SM.
Nell'ambito della Sclerosi Multipla si respira un "clima avvelenato". La CCSVI nella Sclerosi Multipla, la Onlus da sempre a fianco del Prof. Zamboni e del Dott. Salvi, sottolinea infatti un grande pericolo, e cioè che "le parole e il comportamento del prof. Comi rischino di portare alla definitiva spaccatura fra i malati di sclerosi multipla e i medici che li hanno in cura". Per questo e per altri motivi ne chiede le dimissioni dalla Società Italiana di Neurologia.
L'AISM non finanzierà il "Brave Dreams" del professor Paolo Zamboni perché, tra le altre cose "non c'è evidenza scientifica sul nesso causale tra CCSVI e SM tale da giustificare uno studio interventistico". Risponde la CCSVI nella SM: "Se non si finanziano studi interventistici, come sarà mai possibile dimostrare il nesso causale tra CCSVI e SM?".
Il "metodo" Zamboni ha bisogno di partire con la sua sperimentazione originale, cioè "Brave Dreams". Per questo l'associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla Onlus invita ad alzare il telefono e a donare uno o due euro.
Una petizione gira sul web, è dei malati di sclerosi multipla che chiedono risposte immediate alle autorità perché "il tempo stringe" e "vogliamo ricordare alle nostre Amministrazioni regionali che ci siamo anche noi, malati, familiari e conoscenti, quale parte direttamente in causa".
Il professor Zamboni, in occasione di una tavola rotonda dei Radicali, ha intanto lanciato l' allarme speculazioni sulla sua cura, mentre "Le Iene" portano al grande pubblico la notizia di questa nuova speranza per la cura della sclerosi multipla.
La CCSVI aumenta di nove volte la probabilità di sviluppare una forma precoce di Sclerosi Multipla (SM). I dati incominciano a "uscire" e a dare ragione a Paolo Zamboni, Responsabile Centro malattie vascolari Università di Ferrara, sull'importanza della sua scoperta.
L'Università di Cagliari con il CNR ha pubblicato uno studio sulla sclerosi multipla. La malattia colpisce circa 3 milioni di persone e l'incidenza piu' alta è nella regione Sardegna.