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Sclerosi Multipla: apre a Ferrara Centro CCSVI con tecnologie spaziali

Paolo Zamboni annuncia che entro qualche mese a Ferrara si aprirà i primo Centro per la CCSVI in Italia che metterà a disposizione disposizione del paziente le stesse tecnologie usate da Samantha Cristoforetti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il Centro sarà aperto all'interno del Centro di Malattie Vascolari (diretto da Paolo Zamboni) grazie anche alla donazione della Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla Onlus.

Sebbene la CCSVI (Insufficienza venosa cronica cerebrospinale) scoperta dal professor Paolo Zamboni (Università di Ferrara) insieme al neurologo Fabrizio Salvi (Ospedale Bellaria di Bologna) non sia ancora riconosciuta in Italia, nonostante, dal 2013, l'International Union of Phlebology l'abbia inserita tra le malformazioni venose congenite, l'impegno di Zamboni e della Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla Onlus va avanti con determinazione e coraggio.

Il professor Zamboni ha infatti annunciato, in occasione della serata conclusiva della seconda edizione della "Settimana della consapevolezza sulla CCSVI", l'apertura del Centro di diagnostica avanzata per la CCSVI a Ferrara. L'inaugurazione, entro qualche mese, sarà all'interno del Centro di Malattie Vascolari diretto proprio dal prof. Paolo Zamboni. Questo nuovo centro per la CCSVI sarà il primo in Italia a mettere a disposizione del paziente le stesse tecnologie usate da Samantha Cristoforetti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Tecnologie, tra le quali il pletismografo, di cui Mainfatti.it vi aveva già parlato nell'articolo "NASA rilancia Drain Brain, l'esperimento spaziale di Paolo Zamboni" di Zara Marini Silvi.

Spiega il professor Paolo Zamboni a proposito delle nuove tecniche ed apparecchiature che saranno utilizzate nel Centro di diagnostica avanzata di Ferrara: "Si tratterà del primo centro nel quale saranno disponibili tali nuove tecnologie diagnostiche, non invasive, meno operatore dipendente, basate su misure oggettive, e quindi confrontabili nel tempo. Soprattutto quest'ultimo punto rappresenta un reale vantaggio per i pazienti e per i medici che li seguono poiché con il sistema dei criteri Doppler inizialmente introdotto 7 anni fa non si era ottenuta la necessaria riproducibilità diagnostica".

E' utile quindi ricordare ciò che Samantha Cristoforetti scriveva sull'esperimento Drain Brain sulla ISS: "Gli strumenti specifici per Drain Brain comprendono tre pletismografi a estensimetro, che hanno l'aspetto di collari di un materiale estensibile (...). In realtà sono sensori in grado di misurare il flusso sanguigno nelle vene in un modo molto semplice e non invasivo che non dipende dalle abilità e dall'interpretazione dell'operatore, come nel caso dell'ecografia. Indossando questi collari al collo, al braccio e alla gamba, ho eseguito una serie di respirazioni al 70% della capacità dei polmoni rimanendo ferma, oppure distendendo e contraendo la mano o la caviglia".

Il Centro di Ferrara sarà operativo anche grazie alla donazione di 20.000 euro da parte dell'Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla Onlus. Gabriele Reccia, presidente della CCSVI-SM Onlus ha dichiarato: "Sono molto orgoglioso che la nostra associazione stia contribuendo alla nascita di un centro pubblico per la diagnosi di CCSVI tramite uno spettro di analisi unico nel suo genere e avanzato, che attualmente solo il Centro di Malattie Vascolari dell' Università di Ferrara può offrire. Aver lavorato tanti anni per questo obiettivo che finalmente, dopo una dovuta fase organizzativa, prenderà il via non può che avvalorare gli sforzi da noi compiuti per il bene del malato. Continueremo su che questa via, perché riteniamo la componente vascolare fondamentale nella soluzione di quel grande puzzle che è la sclerosi multipla".

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